I biosimilari in farmacia: diritto di sostituzione, pratica e farmacovigilanza
Dal 1° gennaio 2024 le farmaciste e i farmacisti svizzeri possono sostituire i preparati biologici originali prescritti dal medico con biosimilari contenenti lo stesso principio attivo. Questa novità, che colloca la Svizzera in un ruolo di apripista in Europa, punta a risparmi annui di circa 300 milioni di franchi. L'articolo illumina gli aspetti normativi, clinici e pratico-farmaceutici per la farmacia nel 2026.
Punti chiave
- Dal 2024 le farmaciste e i farmacisti svizzeri possono sostituire i biosimilari, il che colloca la Svizzera in un ruolo di apripista in Europa e punta a risparmi annui di 300 milioni di franchi.
- I biosimilari sono medicamenti biologici simili al preparato originale per efficacia e sicurezza, ma che possono discostarsi lievemente nella microstruttura.
- Le farmaciste e i farmacisti sono tenuti a comunicare per iscritto la sostituzione al medico, a informare i pazienti e a documentare il numero di lotto.
- Dal 2026 la prestazione di sostituzione per i biosimilari è rimunerata dalla nuova tariffa RBP V, il che colma il vuoto economico e favorisce l’accettazione.
Dal 1° gennaio 2024 le farmaciste e i farmacisti svizzeri sono autorizzati a sostituire i preparati biologici originali prescritti dal medico con biosimilari contenenti lo stesso principio attivo – analogamente alla sostituzione con generici consolidata da anni. La Svizzera assume così un ruolo di apripista in Europa: nella maggior parte dei Paesi dell’UE i biosimilari non possono essere scambiati dal professionista della farmacia, bensì solo tramite la prescrizione medica. [1,2] Dietro la sobria modifica giuridica dell’art. 52a della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) e dell’art. 38a dell’ordinanza sulle prestazioni (OPre) sta un segnale di economia sanitaria: il Consiglio federale intende risparmiare con queste misure circa 300 milioni di franchi all’anno; il contributo di risparmio realizzato da generici e biosimilari ammontava nel 2024, secondo Intergenerika, a 707,1 milioni di franchi. [3,4] Per la farmacia nascono così nuove competenze – e nuove responsabilità: doveri di diligenza normativi verso la o il medico prescrivente, una farmacovigilanza specifica per i biologici (documentazione dei numeri di lotto), un accompagnamento pratico dei pazienti nella tecnica di iniezione, nella conservazione e nella catena del freddo. Questo articolo inquadra i principali aspetti normativi, clinici e pratico-farmaceutici per la farmacia svizzera nel 2026.
Contesto clinico-normativo: biologici, biosimilari e politica sanitaria svizzera 2024-2026
I biologici fanno parte della farmacoterapia moderna dagli anni Ottanta – a cominciare dall’insulina umana ricombinante. Oggi comprendono anticorpi monoclonali, proteine di fusione, fattori di crescita, ormoni, enzimi e polisaccaridi antitrombotici. Hanno rivoluzionato la terapia delle malattie infiammatorie croniche e oncologiche: adalimumab, etanercept e infliximab in reumatologia, dermatologia e gastroenterologia; rituximab, trastuzumab, bevacizumab in oncologia; filgrastim e pegfilgrastim per la profilassi della neutropenia in chemioterapia; epoetina alfa nell’anemia renale; insulina glargine nella cura del diabete. [9]
Con la scadenza dei brevetti dei grandi preparati originali dalla fine degli anni Duemila, il mercato si è aperto ai biosimilari. Il primo biosimilare al mondo è stata la somatropina (Omnitrope®, Sandoz), omologata dall’EMA il 12 aprile 2006. In Svizzera Binocrit® (epoetina alfa, Sandoz) è stato nel dicembre 2009 il primo biosimilare omologato, seguito da Zarzio® (filgrastim) e Omnitrope® (omologazione Swissmedic nel luglio 2010). Oggi in Svizzera sono omologati 45 biosimilari, un raddoppio rispetto al 2019. [3,9]
Sul piano economico il potenziale è sostanziale: il mercato accessibile ai biosimilari in Svizzera ammonta a circa 0,565 miliardi di franchi (su un mercato complessivo dei medicamenti di circa 9 miliardi). Il tasso di sostituzione del 36,4% nel 2024 è nettamente superiore agli anni precedenti (<10%), ma resta chiaramente al di sotto del valore dei generici, pari al 69%. [3,4] Il Consiglio federale intende risparmiare con le misure avviate 300 milioni di franchi all’anno. Per l’assicurazione obbligatoria delle cure questo effetto leva è rilevante: i biologici figurano fra le terapie più costose dell’assortimento dell’elenco delle specialità, l’adalimumab per esempio con costi annui di trattamento di diverse migliaia di franchi.
La Svizzera ha compiuto nel 2023 un passo decisivo: l’UFSP e Swissmedic hanno confermato in una presa di posizione congiunta l’intercambiabilità, rispettivamente la sostituibilità, dei biosimilari con i loro preparati originali. [5] Questa dichiarazione ha sciolto l’ultima riserva rimasta nei confronti della sostituzione in farmacia. Dall'1.1.2024 l’art. 52a LAMal è stato adeguato di conseguenza e l’art. 38a OPre ha raddoppiato al 40% l’aliquota percentuale differenziata per i preparati originali più costosi – ora anche per i medicamenti prodotti con biotecnologie. [1] La farmacia diventa così una leva centrale delle misure di promozione dei biosimilari.
Che cos’è un biosimilare? Distinzione scientifica dai generici
Un biosimilare è un medicamento biologico che presenta una sufficiente somiglianza con un preparato biologico di riferimento già omologato da Swissmedic e che si riferisce alla sua documentazione. La base giuridica in Svizzera è l’art. 4 cpv. 1 lett. anovies della legge sugli agenti terapeutici (LATer). [7]
Ciò che distingue i biosimilari dai generici è la complessità delle molecole attive. I medicamenti convenzionali («small molecules», per esempio acido acetilsalicilico, ibuprofene, atorvastatina) consistono tipicamente di molecole sintetizzate chimicamente con una massa inferiore a 1 kilodalton (kDa) e una struttura chimica univocamente definita. I generici di tali sostanze possono essere riprodotti nell’identità chimica. [12]
I biologici, invece, sono grandi proteine complesse, prodotte con l’aiuto di cellule od organismi viventi (batteri, lieviti, cellule di mammifero come le cellule ovariche di criceto cinese). La loro massa molecolare è di 5-150 kDa e possono essere costituiti da centinaia di amminoacidi, spesso con glicosilazioni, ponti disolfuro e un ripiegamento tridimensionale complesso. Un’identità chimica esatta fra diverse partite di produzione – anche del preparato originale – è tecnicamente impossibile. I biosimilari non sono quindi identici al preparato di riferimento, bensì – come dice il nome – simili: con scostamenti clinicamente non rilevanti nella microstruttura, ma con efficacia identica e sicurezza comparabile. [7,12]
Presupposto per l’omologazione come biosimilare è un esercizio completo di comparabilità. Comprende: (a) l’analisi fisico-chimica della molecola (sequenza amminoacidica, ripiegamento, profilo di glicosilazione, modificazioni post-traduzionali, aggregati, impurezze); (b) l’attività biologica in vitro e in vivo; (c) la farmacocinetica e la farmacodinamica cliniche; (d) studi di efficacia e sicurezza (nella misura necessaria a dimostrare la comparabilità – con una rigorosa comparabilità biologica spesso bastano studi comparativi di farmacocinetica e farmacodinamica). I dati sono esaminati da Swissmedic nella procedura secondo l’art. 11 LATer. [7,8]
Dal gennaio 2024 Swissmedic accetta – in linea con il reflection paper dell’EMA su un approccio clinico su misura nello sviluppo dei biosimilari – anche domande prive di dati di studi comparativi di efficacia. Presupposto: una motivazione convincente nella lettera di accompagnamento, l’esistenza di scientific advice dell’EMA e/o della FDA statunitense. Anche il cosiddetto studio di bridging verso un comparatore svizzero, in precedenza richiesto, è venuto meno dal 2024 quando l’idoneità del comparatore UE/USA può essere dimostrata secondo il capitolo 5.4.1 della guida sui biosimilari. [8]
La via di omologazione Swissmedic: guida, comparabilità, estrapolazione
La via svizzera di omologazione dei biosimilari è concretizzata nella guida «Omologazione biosimilari» (numero di documento ZL101_00_012d) e nel documento FAQ sull’omologazione dei biosimilari (rivisto nel gennaio 2024). [7,8] Entrambi i documenti sono aggiornati regolarmente; lo stato attuale è disponibile sul sito di Swissmedic sotto «Medicamenti per uso umano → Omologazioni → Informazioni».
Importanti specificità svizzere dell’omologazione dei biosimilari: [7,8]
- Preparato di confronto: come comparatore negli studi di comparabilità si può usare il preparato di riferimento svizzero oppure il preparato omologato e commercializzato dall’EMA o dalla FDA statunitense. Studi complementari possono essere condotti con comparatori di altri Paesi con un controllo dei medicamenti comparabile.
- Obbligo di bridging venuto meno (dal gennaio 2024): se nei confronti è stato usato il comparatore UE/USA, dal 2024 non è più necessario alcuno studio di bridging aggiuntivo verso il preparato di riferimento svizzero. Presupposto: l’idoneità del comparatore è dimostrata secondo il capitolo 5.4.1 della guida sui biosimilari.
- Studi comparativi di efficacia non più obbligatori: non sono più richiesti in ogni caso. Swissmedic accetta domande fondate su una comparabilità analitica e farmacocinetica/farmacodinamica completa.
- Piano di gestione dei rischi: le domande di omologazione di biosimilari non sono soggette all’obbligo di un piano di gestione dei rischi. Se per l’impiego sicuro del preparato di riferimento sono previsti materiali formativi o altre misure di minimizzazione del rischio, Swissmedic esamina nell’ambito della domanda se siano necessari anche per il biosimilare.
- Informazione sul medicamento: l’informazione sul medicamento del biosimilare non deve essere una copia esatta di quella del preparato di riferimento svizzero, ma tutti i passaggi pertinenti devono essere identici. Poiché un biosimilare non deve disporre di tutte le indicazioni del preparato di riferimento (estrapolazione), le informazioni professionali possono differire alla voce «Indicazioni / possibilità d’impiego».
- Estrapolazione delle indicazioni: un biosimilare non deve possedere tutte le indicazioni del preparato di riferimento. L’estrapolazione di un’indicazione può essere richiesta quando meccanismo d’azione, farmacocinetica, farmacodinamica e immunogenicità possono essere valutati come simili.
Conseguenza pratica per la farmacia: può accadere che le indicazioni omologate del preparato di riferimento e di singoli biosimilari non coincidano del tutto. Prima della sostituzione è importante uno sguardo all’informazione professionale del biosimilare concretamente da dispensare, in particolare per impieghi poco frequenti o off-label. [7,8]
Art. 52a LAMal e art. 38a OPre: diritto di sostituzione e aliquota differenziata dall'1.1.2024
Con decisione del 22 settembre 2023 il Consiglio federale ha adottato due adeguamenti centrali, entrati in vigore il 1° gennaio 2024, che costituiscono il fondamento normativo della sostituzione dei biosimilari da parte delle farmaciste e dei farmacisti. [1,5]
Art. 52a LAMal (versione riveduta dall'1.1.2024): le farmaciste e i farmacisti possono sostituire medicamenti più costosi con medicamenti più economici contenenti lo stesso principio attivo. Il testo originario era limitato alla sostituzione con generici; la revisione estende espressamente questa competenza ai biosimilari. [1] Le disposizioni di dettaglio figurano nell’ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMal).
Art. 38a OPre (versione riveduta dall'1.1.2024): l’aliquota percentuale differenziata per i preparati originali troppo cari rispetto ai medicamenti con lo stesso principio attivo è stata aumentata dal 20% al 40%. Questa regola vale ora anche per i medicamenti prodotti con biotecnologie. Per i medicamenti il cui prezzo di fabbrica supera la media del terzo più conveniente dei preparati con lo stesso principio attivo si applica l’aliquota maggiorata. [1,6]
Conseguenza pratica per i pazienti: chi ritira un biologico originale benché sia disponibile un biosimilare paga il 40% invece del 10% di aliquota – un incentivo finanziario che rende i biosimilari interessanti per i pazienti. Gli assicurati devono obbligatoriamente essere informati della maggiore partecipazione ai costi. [6]
Obblighi delle farmaciste e dei farmacisti nella sostituzione [1,5,15]:
- Informazione alla o al medico prescrivente: il professionista della farmacia deve informare per iscritto la o il medico prescrivente di ogni sostituzione. Ciò può avvenire per via elettronica (cartella informatizzata del paziente, interfaccia del software dello studio, fax o soluzione e-mail sicura) oppure per lettera. Senza questa informazione non si può sostituire. [15]
- Informazione alla paziente o al paziente: la sostituzione va spiegata. Il consenso della persona è un presupposto; la persona può rifiutare una sostituzione (in tal caso sopporta l’aliquota maggiorata del 40%, se non è documentata alcuna eccezione medica).
- Eccezioni mediche alla sostituzione (art. 38a OPre): un rifiuto per motivi medici deve essere provato e documentato. Vale come prova, per esempio, il fatto che tentativi terapeutici con almeno un medicamento più conveniente contenente lo stesso principio attivo abbiano portato a intolleranze o a una risposta terapeutica insufficiente. In questi casi decade la partecipazione maggiorata ai costi.
- Difficoltà di approvvigionamento: in caso di indisponibilità documentata del preparato più conveniente, quello più caro può essere dispensato con la menzione «sostituzione non possibile», anch’esso senza aliquota maggiorata. Prova, p. es., mediante una schermata della finestra d’ordine presso il grossista. [6]
- Nessuna nuova garanzia di assunzione dei costi: per i biosimilari è stato inoltre definito che, passando dal preparato di riferimento a un biosimilare, non è necessaria una nuova garanzia di assunzione dei costi da parte dell’assicurazione malattie, se ne esiste già una per il preparato di riferimento. [3]
- Rimunerazione RBP – precisazione importante: fino a fine 2025 (RBP IV/1) la tariffa svizzera delle farmacie rimunerava la prestazione di sostituzione solo per i generici, non per i biosimilari. Con la nuova convenzione tariffale RBP V (approvata dal Consiglio federale il 29.10.2025, in vigore dall'1.1.2026) la prestazione di sostituzione è ora rimunerata anche per i biosimilari – la presidente di pharmaSuisse, Martine Ruggli, lo definisce un riconoscimento del ruolo centrale delle farmacie nelle cure di base. Partner contrattuali: pharmaSuisse, prio.swiss, HSK, CSS. La tariffa è stata introdotta in modo neutrale sotto il profilo dei costi; per la prima volta integra anche la vendita per corrispondenza e la preparazione in blister automatizzata. [16]
Convenzione svizzera di denominazione: nome di fantasia e DCI
La convenzione svizzera di denominazione dei biosimilari si differenzia dalla prassi statunitense ed è rilevante per la farmacia – sia per la corretta registrazione nel dossier del paziente sia per la segnalazione di farmacovigilanza. [7]
I generici portano la denominazione comune internazionale (DCI) del principio attivo unita a una designazione aziendale – per esempio «Adalimumab-Mepha». La DCI precede il nome commerciale o aziendale.
I biosimilari portano o un nome DCI-produttore o un nome di fantasia. Se si sceglie un nome di fantasia – come avviene per la maggior parte dei biosimilari svizzeri (p. es. Hyrimoz®, Imraldi®, Hulio® per l’adalimumab) – il nome del principio attivo (DCI) deve figurare sotto il nome commerciale. Base giuridica: art. 12 cpv. 1 in combinato disposto con l’allegato 1 n. 1 cpv. 4 dell’ordinanza dell’Istituto svizzero per gli agenti terapeutici del 9 novembre 2001 concernente i requisiti per l’omologazione di medicamenti (OOMed; RS 812.212.22). [7]
Nessun suffisso statunitense in Svizzera: dal 2017 la FDA statunitense aggiunge ai biosimilari un suffisso di quattro lettere alla DCI (p. es. «adalimumab-bwwd» per Hadlima®, «adalimumab-adaz» per la variante statunitense di Hyrimoz®). Questa convenzione non è applicata in Svizzera. I biosimilari svizzeri portano semplicemente la DCI sotto il nome commerciale. [7]
Conseguenza per la farmacia: nella documentazione del paziente, sulla ricetta, nella fornitura e nella segnalazione di farmacovigilanza va sempre usato il nome commerciale (nome di fantasia) oltre alla DCI. La sola indicazione della DCI non basta per i biologici – a differenza dei sintetici. Una segnalazione «adalimumab» senza specificazione del preparato concreto non consente di risalire al lotto in questione. [13,14]
Evidenza sullo switching: NOR-SWITCH e altri studi
Lo studio di switching più importante e più citato è lo studio randomizzato, in doppio cieco, finanziato dal governo norvegese, NOR-SWITCH (Jørgensen et al., Lancet 2017; n=482 adulti da 40 centri norvegesi). [10] Erano inclusi pazienti con malattia stabile da almeno 6 mesi sotto il preparato originale di infliximab (Remicade®) in sei indicazioni: malattia di Crohn (n=155), colite ulcerosa (n=93), artrite reumatoide (n=77), spondilite anchilosante (n=91), artrite psoriasica (n=30), psoriasi a placche (n=35). 241 pazienti hanno continuato a ricevere il preparato originale, 240 sono stati passati al biosimilare CT-P13 (Remsima®/Inflectra®).
L’endpoint primario era un peggioramento della malattia specifico per indicazione nell’arco di 52 settimane, con un margine di non inferiorità predefinito del 15%. Il risultato: il passaggio non è risultato inferiore alla prosecuzione del preparato originale. Sicurezza e immunogenicità erano comparabili fra i gruppi. [10]
L’estensione di NOR-SWITCH (Goll et al., J Intern Med 2019; n=380 su 438) ha prolungato l’osservazione a 78 settimane e non ha mostrato differenze di sicurezza, efficacia e immunogenicità fra i pazienti che avevano ricevuto CT-P13 in modo continuativo e quelli passati alla settimana 52. [11]
Oltre a NOR-SWITCH sono ormai disponibili numerosi altri studi di switching e rassegne sistematiche. Una rassegna sistematica della letteratura molto citata, di Cohen et al. (Drugs 2018; 78(4): 463-478), ha individuato 90 studi di switching con complessivamente 14 225 pazienti, sette entità molecolari e 14 indicazioni. Nell’insieme degli studi non sono emerse né perdite di efficacia clinicamente rilevanti né un aumento del rischio di sicurezza o di immunogenicità. Limite: l’autore principale Hillel P. Cohen è collaboratore di Sandoz (primo distributore di numerosi biosimilari). Una critica metodologica (Pires et al., Drugs 2018) osserva che si tratta di una «systematic literature review» e non di una rassegna sistematica Cochrane con valutazione formale del rischio di bias. La conclusione – nessun segnale coerente di rischi accresciuti dovuti allo switching – è stata difesa con successo dagli autori. [12] Su questa e su ulteriori basi di dati, l’UFSP e Swissmedic hanno pubblicato nel 2023 la loro presa di posizione sull’intercambiabilità di biosimilari e preparati originali – la base normativa per la sostituzione in farmacia dall'1.1.2024. [5]
Gli effetti nocebo sono noti dalla pratica clinica: se un passaggio dal preparato originale a un biosimilare non è sufficientemente accompagnato e comunicato, i pazienti riferiscono soggettivamente più spesso una perdita di efficacia o nuovi disturbi – non spiegabili con differenze farmacologiche. Questo fenomeno è clinicamente rilevante per la comunicazione in farmacia: una spiegazione obiettiva e partecipe dell’evidenza su sicurezza ed efficacia, senza apparire sulla difensiva, fa parte di una sostituzione professionale. [12,15]
Il mercato svizzero dei biosimilari 2024: 45 preparati, 15 classi di sostanze
Allo stato del 2024 in Svizzera sono omologati 45 biosimilari relativi a 15 classi di principi attivi – un raddoppio rispetto al 2019 (allora 22 biosimilari). [9] Di seguito le principali classi con il preparato di riferimento e i biosimilari disponibili in Svizzera (IQVIA Pharmamarkt Schweiz 2024):
- Adalimumab (riferimento: Humira®): Abrilada®, Amgevita®, Hukyndra®, Hulio®, Hyrimoz®, Idacio®, Imraldi®, Yuflyma® – il campo di biosimilari più affollato in Svizzera. Quota di mercato dei biosimilari dell’adalimumab nel 2024: 38% – il valore più basso fra tutte le sostanze coperte da biosimilari in Svizzera, 51 mesi dopo l’ingresso sul mercato del primo biosimilare. [3,9]
- Bevacizumab (riferimento: Avastin®): Bevacizumab Teva®, Mvasi®, Oyavas®, Vegzelma®, Zirabev®. Quota di mercato svizzera più alta nel 2024: 69%. [9]
- Enoxaparina sodica (riferimento: Clexane®, Clexane Multi®): Hepaxane®, Inhixa®, Inhixa Multi®. Eparina a basso peso molecolare – uno dei pochi biosimilari che è un polisaccaride (e non una proteina).
- Epoetina alfa (riferimento: Eprex®): Binocrit®. Fattore di crescita per l’eritropoiesi, impiegato nell’insufficienza renale cronica e nell’anemia indotta dalla chemioterapia.
- Etanercept (riferimento: Enbrel®): Benepali®, Erelzi®. Quota di mercato 2024: 49%. [9]
- Filgrastim (riferimento: Neupogen®): Accofil®, Filgrastim Teva®, Zarzio®, Zarzio P5H®. G-CSF per il trattamento della neutropenia indotta dalla chemioterapia.
- Follitropina alfa (riferimento: Gonal F®): Ovaleap®. Analogo dell’FSH nella medicina della riproduzione.
- Infliximab (riferimento: Remicade®, Remicade APS®): Inflectra®, Remsima®, Remsima APS®. CT-P13 (Remsima/Inflectra) era la sostanza dello studio NOR-SWITCH. [10,11]
- Insulina glargine (riferimento: Lantus®): Abasaglar®. Insulina ad azione prolungata nella cura del diabete.
- Pegfilgrastim (riferimento: Neulasta®): Fulphila®, Grasustek®, Pelgraz®, Ziextenzo®.
- Ranibizumab (riferimento: Lucentis®): Byooviz®, Ranivisio®, Ximluci®. Terapia anti-VEGF in oftalmologia (degenerazione maculare legata all’età, edema maculare diabetico).
- Rituximab (riferimento: Mabthera®): Rixathon®, Truxima®. Quota di mercato 2024: 51%. [9]
- Somatropina (riferimento: Genotropin®): Omnitrope® – il primo biosimilare al mondo in assoluto, omologazione EMA il 12.4.2006, omologato in Svizzera da Swissmedic nel luglio 2010 (dopo Binocrit® e Zarzio®, il terzo biosimilare del mercato svizzero).
- Teriparatide (riferimento: Forsteo®, Eli Lilly Suisse SA, Compendium 127478): biosimilari svizzeri Livogiva®, Movymia®, Sondelbay® (Compendium 1508558), Terrosa® (Compendium 1404380). Inoltre disponibile: Teriparatid-Mepha® (completamente sintetico, quindi a rigore un ibrido; Compendium 1373460). Analogo del PTH per la terapia dell’osteoporosi grave, di seconda linea dopo bisfosfonato/SERM/calcitonina/denosumab secondo la limitatio dell’elenco delle specialità. Durata della terapia al massimo 24 mesi.
- Trastuzumab (riferimento: Herceptin®): Herzuma®, Kanjinti®, Ogivri®, Trazimera®. Anticorpi diretti contro HER2 nella terapia del carcinoma mammario. Quota di mercato 2024: 48%. [9]
Effetti economici 2024 (UFSP / IQVIA gennaio 2025): per i principi attivi chimici il fatturato dei preparati originali è calato di 86,1 milioni di franchi e quello dei generici è cresciuto di 118 milioni. Per i principi attivi biologici il fatturato dei preparati originali è calato di 105,7 milioni e quello dei biosimilari è cresciuto di 50,1 milioni. Il contributo di risparmio per chi paga i premi nel 2024 (generici e biosimilari insieme): 707,1 milioni di franchi (Intergenerika 2025). [3,4]
Farmacovigilanza con i biologici: numero di lotto, immunogenicità, segnalazione
La farmacovigilanza è particolarmente importante per i biologici – e per i biosimilari è in Svizzera anche particolarmente dettagliata. Il punto centrale: a differenza dei medicamenti sintetici, i biologici di partite diverse possono presentare lievi microeterogeneità. Un effetto indesiderato raro riconducibile a una determinata partita o a un determinato produttore è tracciabile solo se la partita (numero di lotto) è stata documentata in modo affidabile. [7,13,14]
Requisito svizzero per la farmacia: al momento della dispensazione di medicamenti biologici – biosimilari inclusi – il numero di lotto va registrato nella documentazione del paziente. Ciò consente, in caso di sospetto effetto indesiderato, un’attribuzione esatta alla partita dispensata. Attuazione pratica nella farmacia svizzera: il numero di lotto viene registrato automaticamente alla lettura del codice Data Matrix di molti biologici (se il software della farmacia lo supporta) oppure inserito manualmente nel dossier.
Sospetto effetto indesiderato – obbligo di notifica: in Svizzera le farmaciste e i farmacisti sono tenuti a notificare a Swissmedic gli effetti indesiderati gravi o nuovi – attraverso il portale online ElViS (Electronic Vigilance System) su www.swissmedic.ch. Per i biologici devono obbligatoriamente figurare le seguenti indicazioni: (a) nome commerciale e DCI, (b) numero di lotto, (c) indicazione, (d) durata d’impiego, (e) sintomatologia dettagliata, (f) decorso temporale, (g) medicazione concomitante. [13]
L’immunogenicità come specificità dei biologici: i biologici possono indurre in una parte dei pazienti la formazione di anticorpi anti-farmaco, che possono portare a perdita di efficacia («fallimento secondario»), reazioni di ipersensibilità o reazioni all’infusione. L’immunogenicità dipende dalla sostanza, dalla produzione e dalla persona. In caso di perdita di efficacia sotto un biologico (originale o biosimilare) andrebbe – dopo valutazione medica – considerato un test degli anticorpi anti-farmaco. Un’osservazione dal lato della farmacia: quando i pazienti riferiscono una perdita di efficacia dopo la sostituzione, l’effetto nocebo è una diagnosi differenziale – ma è possibile anche una vera immunogenicità secondaria, che compete all’accertamento medico. [10,12,15]
Informazione dei pazienti: i pazienti andrebbero incoraggiati a segnalare ogni effetto indesiderato sospetto – anche sotto il biologico originale. La farmacia può assumere qui un’importante funzione di ponte: raccolta iniziale a bassa soglia del racconto, registrazione del numero di lotto dal preparato portato con sé, segnalazione online congiunta tramite il portale ElViS.
Pratica in farmacia: colloquio di sostituzione, penna, catena del freddo, smaltimento
L’accompagnamento pratico dei pazienti in terapia con biologici e biosimilari comprende molto più della sostituzione normativa. Quattro ambiti sono particolarmente rilevanti nella farmacia svizzera:
1. Il colloquio di sostituzione. La sostituzione non può avvenire in silenzio – va comunicata. Una struttura di colloquio collaudata: (a) un’apertura obiettiva e positiva («Oggi posso dispensarle un biosimilare del suo abituale preparato originale di adalimumab – è terapeuticamente equivalente e per lei più conveniente.»); (b) una breve spiegazione del concetto («I biosimilari sono prodotti con lo stesso principio attivo e in numerosi studi sono stati dimostrati equivalenti al preparato originale – anche sul piano della sicurezza.»); (c) l’illustrazione dell’aliquota differenziata («Se preferisce l’originale, la sua aliquota non sarebbe del 10%, bensì del 40% dei costi.»); (d) l’accenno all’informazione scritta alla o al medico prescrivente; (e) l’offerta di autodeterminazione («Desidera il biosimilare o restiamo all’originale?»).
2. Penna e tecnica di iniezione. La maggior parte dei biologici viene somministrata per iniezione sottocutanea con siringa o penna preriempita. Biosimilari diversi di uno stesso principio attivo possono avere design della penna differenti – una differenza pratica reale, che richiede una formazione della persona al momento della sostituzione. Per l’adalimumab si distinguono per esempio: (a) i passaggi d’uso: Hyrimoz® SensoReady, Hulio®, Imraldi®, Yuflyma® e Hukyndra® usano una tecnica in 2 passaggi (togliere il cappuccio → premere contro la pelle), mentre Humira® e Amgevita® SureClick usano una tecnica in 3 passaggi (togliere il cappuccio → premere contro la pelle → azionare il pulsante). (b) Concentrazione e volume: esistono formulazioni a bassa concentrazione (LCF, 50 mg/mL, con citrato) e ad alta concentrazione (HCF, 100 mg/mL, senza citrato). Il citrato, come componente tampone, è associato a dolore o bruciore all’iniezione; le formulazioni HCF riducono il volume di iniezione e la percezione del dolore. (c) La realtà del Compendium svizzero per l’adalimumab 40 mg (stato maggio 2026): Humira® è disponibile come penna preriempita da 40 mg/0,4 ml (HCF, senza citrato), Hyrimoz® SensoReady come penna preriempita da 40 mg/0,8 ml (LCF, con citrato). In una sostituzione Humira® → Hyrimoz® SensoReady cambiano quindi il volume di iniezione (raddoppiato) e il sistema tampone (citrato ora presente). Raccomandazione pratica in farmacia: consegnare alla persona le istruzioni scritte del produttore, fare una dimostrazione su una penna di addestramento, segnalare la hotline del produttore e i programmi di supporto ai pazienti; se con la formulazione LCF viene riferito bruciore, un’acclimatazione più lunga a temperatura ambiente (30 minuti o più prima dell’iniezione) può ridurre la differenza.
3. Catena del freddo e conservazione. I biologici sono di regola sensibili alla temperatura. Conservazione in frigorifero a 2-8 °C, al riparo dalla luce, mai congelati. Indicazioni pratiche in farmacia: catena del freddo continua nella consegna e nella dispensazione; borsa termica per il trasporto a casa; spiegazione chiara della conservazione domestica (parte superiore o centrale del frigorifero, non lo scomparto della porta a causa delle oscillazioni di temperatura); togliere dal frigorifero 30 minuti prima dell’iniezione per raggiungere la temperatura ambiente (riduce dolore e reazioni locali); osservare il tempo massimo di conservazione fuori dal frigorifero (variabile secondo il prodotto, tipicamente 14-30 giorni a temperatura ambiente – consultare l’informazione professionale).
4. Smaltimento. Penne e siringhe usate vanno nel contenitore per taglienti. Le farmacie possono assumere qui un ruolo importante: consegnare un contenitore alla persona, smaltire in farmacia i contenitori pieni, richiamare il divieto di smaltimento nei rifiuti domestici.
Il monitoraggio dell’aderenza è centrale nella terapia cronica con biologici. La farmacia vede la ripetizione regolare della dispensazione e può intervenire tempestivamente in caso di comportamento di ritiro anomalo – per esempio con una domanda a bassa soglia («Ho visto che da un po’ non veniva da noi, c’è qualcosa su cui desidera tornare?»). In caso di non aderenza documentata, informare lo studio curante. [15]
Quattro tipiche situazioni di consulenza al banco
Quattro tipiche situazioni di consulenza attorno ai biosimilari nella farmacia svizzera – con decisioni concrete di sostituzione e comunicazione:
1. Paziente reumatologica con adalimumab originale e riserve sulla sostituzione
La signora H., 52 anni, arriva con la ricetta di Humira® (adalimumab originale) 40 mg/0,8 ml per la sua artrite reumatoide. È stabile da cinque anni sul preparato originale. Dice: «Ho sentito che ora dovrei ricevere un altro adalimumab. È davvero esattamente la stessa cosa?» — Domanda aperta: «Che cosa ha sentito sui biosimilari e che cosa la preoccupa di più?» Ascolto riflessivo: «Vuole la certezza che la sua terapia, che funziona bene, non venga scombussolata – è una preoccupazione legittima.» Inquadramento professionale: i biosimilari sono omologati sulla base di una comparabilità completa con l’originale; UFSP e Swissmedic hanno confermato l’intercambiabilità nel 2023; lo studio NOR-SWITCH non ha mostrato inferiorità in circa 480 pazienti nell’arco di due anni – anche sul piano della sicurezza. [5,10,11] Il principio attivo è identico nella sequenza amminoacidica e nella funzione; solo la microstruttura (profilo di glicosilazione) può discostarsi in modo minimo, il che non è clinicamente rilevante. Attuazione pratica: «Oggi posso dispensarle Hyrimoz® – principio attivo adalimumab, stesso dosaggio di 40 mg/0,8 ml, stesso schema di iniezione, penna leggermente diversa. Il maggior costo dell’originale significherebbe per lei un’aliquota del 40% invece del 10%. Informo la sua reumatologa della sostituzione via fax.» In caso di rifiuto: rispettare il desiderio della persona, dispensare l’originale, spiegare e documentare chiaramente l’aliquota maggiorata. Da non sottovalutare: se la persona è nervosa, è meglio dispensare l’originale e condurre il colloquio sulla sostituzione in un momento più tranquillo – gli effetti nocebo sono rafforzati dall’incertezza. [15]
2. Paziente diabetico con insulina glargine e domanda di comprensione
Il signor M., 64 anni, diabetico di tipo 2, ha una ricetta per una penna Lantus® 100 U/ml (insulina glargine). Chiede: «Il mio diabetologo ha accennato che più avanti potrei passare a un’altra. Si può fare così semplicemente, senza che la mia glicemia si scombussoli?» — Domanda aperta: «Come misura attualmente i suoi valori e quanto è ben compensato?» Inquadramento professionale: Abasaglar® è il biosimilare dell’insulina glargine omologato in Svizzera. Gli studi di comparabilità (ELEMENT-1 ed ELEMENT-2) hanno mostrato la stessa efficacia e sicurezza del Lantus® originale. [9] Attuazione pratica: «Passando da Lantus® ad Abasaglar® la dose di insulina resta di regola la stessa – ma nelle prime settimane il suo diabetologo o lei controllerete i valori più da vicino, per essere sicuri che il compenso resti stabile. L’uso della penna Abasaglar® differisce lievemente da quello della penna Lantus® – le mostro volentieri la differenza, se oggi la sostituzione diventa attuale.» Ruolo della farmacia: formazione al cambio di penna, attenzione a ipo- e iperglicemie nelle prime settimane, documentazione del numero di lotto, contatto a bassa soglia con la consulenza diabetologica.
3. Paziente oncologica con domanda sul trastuzumab nella terapia adiuvante
La signora S., 48 anni, carcinoma mammario HER2-positivo, in terapia adiuvante. Arriva con una prescrizione di Herceptin® (trastuzumab) e.v., con il 6° ciclo imminente. Nel rapporto ospedaliero della sua oncologa si legge «Herceptin o biosimilare secondo disponibilità». È preoccupata: «Il mio tumore è aggressivo – devo davvero prendere il più economico?» — Domanda aperta: «Che cosa significa esattamente per lei questa terapia – quanto è importante?» Ascolto riflessivo: «È molto preoccupata per la sua guarigione – è esattamente la preoccupazione che dobbiamo prendere sul serio insieme.» Inquadramento professionale: in oncologia la sicurezza della sostituzione è particolarmente ben documentata: i biosimilari del trastuzumab (Herzuma®, Kanjinti®, Ogivri®, Trazimera®) sono stati confrontati con l’originale in numerosi studi – efficacia (p. es. tassi di risposta patologica completa nella terapia neoadiuvante), sicurezza e immunogenicità erano comparabili. [9,12] Attuazione pratica: «La sua oncologa ha essa stessa autorizzato la sostituzione nella prescrizione – significa che ha deciso clinicamente che originale e biosimilare sono nel suo caso terapeuticamente equivalenti. I biosimilari del trastuzumab sono usati da molti anni in tutto il mondo, anche in terapie adiuvanti come la sua. Efficacia e sicurezza sono dimostrabilmente comparabili. Può fidarsi della terapia.» Se serve una rassicurazione più profonda: raccomandare di parlarne direttamente con l’oncologa prima del prossimo appuntamento – per l’accompagnamento personale della decisione terapeutica la medica curante è l’interlocutrice giusta.
4. Paziente che paga di tasca propria e desidera il biosimilare più conveniente
Il signor K., 45 anni, domiciliato in Svizzera e pagante di tasca propria (opzione con franchigia elevata), ha una prescrizione di etanercept (Enbrel®) per la sua artrite psoriasica. Chiede: «Non c’è un prodotto più conveniente? Nel primo semestre lo pago io.» — Domanda aperta: «Sa già quanto le costa Enbrel® al mese?» Inquadramento professionale: biosimilari dell’etanercept in Svizzera: Benepali®, Erelzi®. Quota di mercato dei biosimilari dell’etanercept nel 2024: 49%. [3,9] Attuazione pratica: «Sì, posso dispensarle Benepali® – principio attivo etanercept, stesso dosaggio di 50 mg/ml, stesso schema d’impiego (di regola 1× a settimana per via sottocutanea). Il prezzo di listino è più basso di quello di Enbrel®. Informo per iscritto il suo studio prescrivente. Vuole che le calcoli l’esatta differenza di prezzo prima che decida?» Importante: per chi paga di tasca propria viene meno la leva dell’aliquota differenziata, ma resta il vantaggio diretto di costo. La procedura è normativamente identica: informazione scritta alla o al medico, documentazione del numero di lotto, informazione della persona.
Strumento pratico: i biosimilari svizzeri 2024 in sintesi
Le principali classi di sostanze con il preparato di riferimento svizzero e una selezione dei biosimilari disponibili. Stato: IQVIA Pharmamarkt Schweiz 2024 (45 biosimilari, 15 principi attivi). L’elenco delle specialità aggiornato, con tutte le marcature di sostituzione, è disponibile su spezialitaetenliste.ch.
| Principio attivo | Riferimento svizzero | Biosimilari svizzeri (selezione) | Principali indicazioni |
|---|---|---|---|
| Adalimumab | Humira® | Abrilada®, Amgevita®, Hukyndra®, Hulio®, Hyrimoz®, Idacio®, Imraldi®, Yuflyma® | Artrite reumatoide, psoriasi, malattia di Crohn, colite ulcerosa, spondilite anchilosante, artrite idiopatica giovanile |
| Bevacizumab | Avastin® | Bevacizumab Teva®, Mvasi®, Oyavas®, Vegzelma®, Zirabev® | Carcinoma colorettale, carcinoma polmonare non a piccole cellule, carcinoma mammario, carcinoma ovarico, glioblastoma |
| Enoxaparina | Clexane® | Hepaxane®, Inhixa®, Inhixa Multi® | Profilassi e terapia della trombosi |
| Epoetina alfa | Eprex® | Binocrit® | Anemia renale, anemia indotta dalla chemioterapia |
| Etanercept | Enbrel® | Benepali®, Erelzi® | Artrite reumatoide, spondilite anchilosante, psoriasi, artrite psoriasica, artrite idiopatica giovanile |
| Filgrastim | Neupogen® | Accofil®, Filgrastim Teva®, Zarzio®, Zarzio P5H® | Neutropenia indotta dalla chemioterapia |
| Follitropina alfa | Gonal F® | Ovaleap® | Medicina della riproduzione |
| Infliximab | Remicade® | Inflectra®, Remsima®, Remsima APS® | Artrite reumatoide, spondilite anchilosante, psoriasi, malattia di Crohn, colite ulcerosa |
| Insulina glargine | Lantus® | Abasaglar® | Diabete mellito di tipo 1 e di tipo 2 |
| Pegfilgrastim | Neulasta® | Fulphila®, Grasustek®, Pelgraz®, Ziextenzo® | Neutropenia indotta dalla chemioterapia (a lunga durata d’azione) |
| Ranibizumab | Lucentis® | Byooviz®, Ranivisio®, Ximluci® | Degenerazione maculare legata all’età, edema maculare diabetico |
| Rituximab | Mabthera® | Rixathon®, Truxima® | Linfoma non Hodgkin, leucemia linfatica cronica, artrite reumatoide, vasculiti |
| Somatropina | Genotropin® | Omnitrope® | Deficit dell’ormone della crescita |
| Teriparatide | Forsteo® | Livogiva®, Movymia®, Sondelbay®, Terrosa®; ibrido: Teriparatid-Mepha® (completamente sintetico) | Osteoporosi grave (seconda linea, max. 24 mesi) |
| Trastuzumab | Herceptin® | Herzuma®, Kanjinti®, Ogivri®, Trazimera® | Carcinoma mammario HER2-positivo, carcinoma gastrico |
Tariffa svizzera: rimunerazione RBP, margini, aliquota
L’inquadramento economico della sostituzione dei biosimilari nella pratica di farmacia svizzera è regolato su più livelli.
La rimunerazione RBP in mutamento — la tariffa RBP V dall'1.1.2026: la rimunerazione basata sulle prestazioni, quale tariffa della prestazione farmaceutica, è stata sensibilmente ampliata dalla nuova RBP V (approvazione del Consiglio federale il 29.10.2025, entrata in vigore l'1.1.2026). Fino a fine 2025 (RBP IV/1) gli assicuratori malattia rimuneravano la prestazione di sostituzione della farmacia solo per i generici classici (di sintesi), non per i biosimilari. Fra l’entrata in vigore del diritto di sostituzione ampliato secondo l’art. 52a LAMal (1.1.2024) e l’entrata in vigore della RBP V (1.1.2026) esisteva così un vuoto di due anni: le farmaciste e i farmacisti potevano sostituire i biosimilari, ma non avevano per questa prestazione di consulenza alcun titolo tariffale distinto. Con la RBP V – negoziata fra pharmaSuisse, prio.swiss (associazione degli assicuratori malattia svizzeri), HSK e CSS, presentata nell’estate 2024 – la prestazione di sostituzione è ora regolarmente rimunerata anche per i biosimilari, analogamente alla sostituzione con generici. La tariffa è neutrale sotto il profilo dei costi; per la prima volta integra anche le prestazioni farmaceutiche nel canale della vendita per corrispondenza e la preparazione in blister automatizzata. [16]
Dichiarazione di pharmaSuisse: «Con l’approvazione della RBP V il Consiglio federale riconosce il ruolo centrale delle farmacie nelle cure di base. La nuova struttura tariffale migliora la sicurezza dei pazienti, rafforza l’assistenza nelle case di cura e crea trasparenza nel sistema» – Martine Ruggli, presidente della Società svizzera dei farmacisti pharmaSuisse (comunicato del 29.10.2025). [16]
Conseguenza pratica per la farmacia dall'1.1.2026: la dispensazione e la consulenza connessa alla sostituzione (inclusa l’informazione scritta alla o al medico prescrivente) sono regolarmente rimunerate. La prestazione di sostituzione è così economicamente equivalente alla dispensazione del preparato originale – la farmacia non ha alcun incentivo finanziario a privilegiare l’uno o l’altro preparato. Il sistema di incentivo alla sostituzione agisce tramite l’aliquota differenziata dei pazienti (40% invece del 10%).
Margine sui biologici: con la revisione della LAMal dall'1.1.2024 vale un nuovo regime dei margini di distribuzione, con la stessa parte di distribuzione per i medicamenti contenenti lo stesso principio attivo. Vengono così meno i precedenti incentivi di margine che privilegiavano la variante più costosa. [1,6]
L’aliquota differenziata – in concreto per i pazienti: [6]
- Aliquota del 10% ritirando un generico o un biosimilare, oppure un preparato originale senza alternativa contenente lo stesso principio attivo.
- Aliquota del 40% ritirando un preparato originale il cui prezzo di fabbrica supera la media definita – dall'1.1.2024 anche per i medicamenti prodotti con biotecnologie.
- Eccezioni (aliquota del 10% nonostante il ritiro del preparato più caro): motivi medici documentati (p. es. intolleranza dimostrata o risposta terapeutica insufficiente con il preparato più conveniente); difficoltà di approvvigionamento con prova (p. es. schermata dell’ordine presso il grossista).
Adeguamenti dell’elenco delle specialità: l’UFSP ha pubblicato i dati dell’elenco delle specialità con effetto dall'1.1.2024 già prima di Natale 2023 – alcuni giorni prima del solito, per dare ai sistemi delle farmacie il tempo di implementarli. I dati sono scaricabili in formato Excel o XML su spezialitaetenliste.ch. A ogni decisione di sostituzione andrebbero consultati il livello di prezzo attuale e lo stato di sostituzione del preparato concreto – anche all’interno della stessa famiglia di biosimilari i prezzi possono variare. [6,17]
Garanzia di assunzione dei costi: importante regola pratica: per i biosimilari è stato definito che, passando dal preparato di riferimento a un biosimilare, non è necessaria una nuova garanzia di assunzione dei costi da parte dell’assicurazione malattie, se ne esiste già una per il preparato di riferimento. [3] L’ostacolo amministrativo è così minimo – un importante vantaggio pratico rispetto alla situazione precedente.
Sicurezza, interazioni, gravidanza
Regole generali di sicurezza per biologici e biosimilari nella pratica di farmacia:
L’immunogenicità come tema centrale di sicurezza. I biologici possono indurre anticorpi anti-farmaco – più raramente con anticorpi monoclonali interamente umani (p. es. adalimumab, denosumab, dupilumab), più frequentemente con anticorpi chimerici (p. es. infliximab, rituximab). Tali anticorpi possono portare a perdita di efficacia, reazioni allergiche e, in rari casi, reazioni anafilattiche. L’immunogenicità non è un problema specifico dei biosimilari; si presenta in misura comparabile con il preparato originale e con il biosimilare. [10,12]
Perdita di efficacia dopo la sostituzione. Diagnosi differenziale: (a) effetto nocebo (molto frequente, soprattutto in caso di comunicazione carente della sostituzione); (b) vera immunogenicità secondaria (possibile, va chiarita dal medico); (c) progressione della malattia indipendente dalla sostituzione. Dal lato della farmacia: in caso di perdita di efficacia riferita, sollecitare una valutazione medica, documentare il numero di lotto ed eventualmente far considerare un test degli anticorpi anti-farmaco. [12,15]
Reazioni allergiche. Possono verificarsi con ogni biologico – originale come biosimilare. Più frequenti con i preparati endovenosi (infliximab, rituximab, trastuzumab) che con quelli sottocutanei (adalimumab, etanercept). Nella consulenza in farmacia: spiegare la sintomatologia (eruzione cutanea, dispnea, vertigini, alterazione della coscienza), spiegare la soglia per la chiamata d’emergenza, e a ogni reazione assicurare il numero di lotto della partita concreta.
Rischio infettivo. Tutti i biologici anti-TNF-α (adalimumab, etanercept, infliximab, certolizumab, golimumab) aumentano il rischio di infezioni batteriche e micobatteriche (in particolare la riattivazione di una tubercolosi) nonché di infezioni virali (herpes zoster, riattivazione dell’epatite B). Prima dell’inizio della terapia: screening per la tubercolosi (test IGRA o test cutaneo alla tubercolina, radiografia del torace), stato dell’epatite B/C, stato HIV. I vaccini vivi sono controindicati durante la terapia; i vaccini inattivati (influenza ogni anno, pneumococchi, COVID, herpes zoster con Shingrix) andrebbero aggiornati prima o durante la terapia. [9,15]
Malattie maligne. Con i biologici vale una cautela generale nei pazienti con anamnesi tumorale – in particolare linfomi e tumori cutanei. Dal lato della farmacia: l’autocontrollo della pelle è un importante punto di consulenza; si raccomanda un controllo dermatologico annuale.
Conservazione e stabilità. I biologici sono sensibili alla temperatura. Osservare le indicazioni di apertura e stabilità del preparato concreto – anche qui biosimilare e originale possono variare lievemente. Documentare immediatamente le interruzioni della catena del freddo; a seconda della durata e della temperatura dell’interruzione il preparato deve essere smaltito (informazione professionale, hotline del produttore).
Gravidanza e allattamento. Regolati sostanza per sostanza. I biologici anti-TNF-α non sono in generale controindicati in gravidanza (soprattutto il certolizumab pegol, che attraversa la placenta solo in minima parte) – ma la decisione spetta alla o al medico curante. Per i biosimilari valgono le stesse raccomandazioni sulla gravidanza del preparato di riferimento.
Passaggio fra diversi biosimilari dello stesso principio attivo (fra il biosimilare A e il biosimilare B, p. es. fra Hyrimoz® e Hulio® per l’adalimumab): in Svizzera è trattato pragmaticamente come una sostituzione ed è di regola terapeuticamente non problematico, purché entrambi i preparati siano stati omologati come biosimilari dello stesso preparato di riferimento. Attenzione: la meccanica della penna può differire – verificare la necessità di formazione.
Prospettive: dal 2026 al 2030
La sostituzione dei biosimilari da parte delle farmaciste e dei farmacisti è consolidata in Svizzera solo da poco più di due anni. Le prime valutazioni mostrano un successo – il tasso di sostituzione è salito da meno del 10% al 36,4%, il contributo di risparmio nel 2024 si aggira sui 50 milioni di franchi per il solo segmento dei biosimilari. [3,4] Quattro sviluppi caratterizzeranno i prossimi anni:
Primo: una pipeline di biosimilari in crescita. Con la scadenza dei brevetti di altri grandi biologici nei prossimi anni, nuovi biosimilari entreranno nell’assistenza svizzera. Il denosumab (riferimento: Prolia®/Xgeva®) è attualmente la classe più attiva: i primi biosimilari sono stati omologati nel marzo 2024 dalla FDA statunitense e dall’EMA (Sandoz Jubbonti®/Wyost®). Entro la fine del 2025 la Commissione europea ha rilasciato autorizzazioni all’immissione in commercio per altre sette coppie di biosimilari del denosumab – fra cui Celltrion Stoboclo®/Osenvelt®, Fresenius Kabi Conexxence®/Bomyntra®, STADA Kefdensis®/Zvogra® (licenza Alvotech AVT03), Henlius/Organon Bildyos®/Bilprevda®, Teva Ponlimsi®/Degevma®, Dr. Reddy’s Acvybra®/Xbonzy®. Sono attese in seguito le omologazioni svizzere di Swissmedic per i biosimilari del denosumab. Ustekinumab (riferimento: Stelara®) – brevetto scaduto negli USA all’inizio del 2025, nell’UE nel settembre 2024; diversi biosimilari (STADA, Alvotech, Celltrion e altri) omologati nell’UE/negli USA, in Svizzera in procedura di omologazione o prima dell’ingresso sul mercato. Aflibercept (riferimento: Eylea®) – il brevetto UE scade nel 2025-2026, i primi biosimilari (STADA e altri) sono già omologati nell’UE, diverse domande svizzere sono in valutazione. La gamma delle sostanze sostituibili continuerà così a crescere.
Secondo: procedure di omologazione semplificate. Dal gennaio 2024 Swissmedic accetta domande senza studi comparativi di efficacia e senza studi di bridging, purché sia dimostrabile l’idoneità del comparatore UE/USA. La via dell’omologazione si accorcia e i costi di sviluppo si riducono – entrambi presupposti di prezzi dei biosimilari ancora più bassi. Il reflection paper dell’EMA sull’approccio clinico su misura nello sviluppo dei biosimilari diventa lo standard. [8]
Terzo: la RBP V come leva economica decisiva dall'1.1.2026. Con l’entrata in vigore della convenzione tariffale RBP V, la prestazione di sostituzione della farmacia viene per la prima volta rimunerata anche per i biosimilari – e non più solo per i generici. Si chiude così la logica economica: dal 2026 le farmaciste e i farmacisti hanno per la sostituzione dei biosimilari la stessa base tariffale dei generici e possono fatturare la prestazione di consulenza e informazione come regolare prestazione farmaceutica. pharmaSuisse si attende che ciò aumenti ulteriormente il tasso di sostituzione. [16]
Quarto: digitalizzazione della comunicazione di sostituzione. L’informazione scritta alla o al medico prescrivente è oggi ancora spesso su carta o via fax. Con l’introduzione della cartella informatizzata del paziente e dei sistemi di prescrizione elettronica, l’informazione sulla sostituzione sarà integrata digitalmente – con un chiaro collegamento al numero di lotto, una pipeline automatica di farmacovigilanza e canali di ritorno più rapidi. Progetti pilota di sostituzione dei biosimilari integrata nella cartella informatizzata sono in corso in diversi Cantoni svizzeri.
Quinto: la sostituzione fra biosimilari. Attualmente la sostituzione dall’originale al biosimilare è di regola clinicamente accettata. Anche la sostituzione fra biosimilari dello stesso principio attivo (p. es. da Hyrimoz® a Hulio® per l’adalimumab) aumenterà in Svizzera, per esempio quando le farmacie adattano l’assortimento per ragioni di approvvigionamento. I dati internazionali non mostrano un rischio di sicurezza accresciuto nemmeno per lo switching multiplo. [12] Ciò nondimeno: una buona comunicazione, la formazione sulla penna e l’accompagnamento dell’aderenza restano compiti centrali della farmacia.
Il ruolo della farmacia in futuro. La sostituzione dei biosimilari è esemplare dell’ampliamento della competenza farmaceutica in Svizzera: dalla pura funzione di dispensazione verso una prestazione clinica di consulenza e sicurezza. Questo sviluppo accelererà nei prossimi anni – non da ultimo con la revisione della LAMal che dal 2027 amplia le prestazioni di farmacia a carico dell’assicurazione obbligatoria (vaccinazioni, analisi della medicazione, programmi di screening). La farmacia diventa un tassello clinico centrale dell’assistenza.
Caso clinico
Il signor B., 58 anni, imprenditore edile della valle del Reno, è da tre anni in remissione stabile per una psoriasi a placche moderata con adalimumab originale (Humira® 40 mg/0,4 ml penna preriempita, formulazione HCF senza citrato). Oggi arriva con una ricetta di rinnovo – nel suo consueto giovedì pomeriggio, poco prima della chiusura.
La farmacista – conosce il signor B. da anni – guarda la ricetta: Humira® 40 mg/0,4 ml, 2 penne, 1× ogni due settimane per via sottocutanea. Abitudine di ritiro ogni quattro settimane, regolare. Nel sistema della farmacia vede l’annotazione: «adalimumab sostituibile con biosimilare, Hyrimoz® SensoReady attualmente in magazzino». Fa un calcolo mentale: il prezzo svizzero dell’elenco delle specialità per la penna Humira® 40 mg/0,4 ml è di CHF 454.35, quello di Hyrimoz® SensoReady 40 mg/0,8 ml di CHF 415.80 – dunque una differenza di circa CHF 38-40 per penna. Con un ritiro quindicinale, nell’arco dell’anno ciò si somma per l’assicurazione obbligatoria in un importo a quattro cifre; per la persona la differenza finanziaria principale la fa l’aliquota differenziata (40% invece del 10%).
Riflette un istante. Il signor B. è un paziente stabile, aderente, comunicativo. La sostituzione è consentita sul piano normativo, l’aliquota differenziata si applicherebbe se ritirasse l’originale. Ma – esita brevemente – esiste una differenza pratica reale: Humira® 40 mg/0,4 ml è senza citrato e ad alta concentrazione (HCF, 100 mg/mL); Hyrimoz® SensoReady è a bassa concentrazione (LCF, 50 mg/mL) e contiene citrato. Il volume di iniezione raddoppia; alcuni pazienti riferiscono con le formulazioni LCF un lieve bruciore. Decide: offerta di sostituzione con informazione trasparente.
«Signor B., oggi posso porle una domanda che la riguarda. Sa che dall’inizio del 2024 esistono nuove regole per la sostituzione dei biologici – noi farmaciste e farmacisti possiamo, se il medico non si oppone espressamente, sostituire il preparato originale con un biosimilare. Per l’adalimumab in Svizzera abbiamo a disposizione otto biosimilari. Hyrimoz® per esempio – stesso principio attivo, stessa dose di 40 mg, efficacia e tollerabilità analoghe. Se resta all’originale, la sua aliquota è del 40 invece che del 10 per cento, perché il biosimilare è disponibile – è la conseguenza della nuova regola dell’OPre.»
Il signor B. annuisce lentamente. «Mmh. Ed è davvero la stessa cosa?»
«Sul piano terapeutico sì. I biosimilari sono verificati in ampi studi comparativi contro il preparato originale – anche per la sicurezza. Il grande studio NOR-SWITCH lo ha mostrato per l’infliximab, altri studi per l’adalimumab. L’UFSP e Swissmedic hanno confermato l’intercambiabilità nel 2023. Con migliaia di pazienti nel mondo la cosa è ben rodata. Devo però segnalarle due differenze pratiche.»
Pausa. Aggiunge: «Primo: la penna ha un aspetto un po’ diverso. Hyrimoz® SensoReady ha una cosiddetta tecnica in 2 passaggi – togliere il cappuccio, premere contro la pelle, fatto. Humira® ha una tecnica in 3 passaggi. Meccanicamente non più difficile, ma diversa. Glielo mostro volentieri con una penna di addestramento. Secondo: la variante svizzera di Hyrimoz® è meno concentrata – lei inietta 0,8 invece di 0,4 millilitri, quindi il doppio del volume, e contiene citrato come tampone. Alcuni pazienti riferiscono in tal caso un lieve bruciore all’iniezione, che migliora nettamente dopo una breve acclimatazione a temperatura ambiente. Nel suo caso può andare in un modo o nell’altro – restiamo in contatto.»
Il signor B. riflette. «E il mio studio lo sa?»
«Oggi pomeriggio invio via fax alla sua dermatologa un’informazione scritta sulla sostituzione. È standard e prescritto dalla legge. Può anche annotare lei stesso di essere passato a Hyrimoz® – così la sua dermatologa lo avrà già al prossimo controllo.»
Il signor B. guarda ancora la ricetta. «Se a ogni ritiro risparmio qualcosa e la cassa malati risparmia all’anno un importo a quattro cifre, è una cosa ragionevole. Proviamo – e se il bruciore mi dà fastidio, mi faccio vivo.»
La farmacista va al frigorifero, prende due penne Hyrimoz® SensoReady. Estrae dal cassetto una penna di addestramento, mostra al signor B. l’uso al banco alto: togliere il cappuccio, premere contro la pelle, tenere finché la finestrella gialla compare del tutto, staccare delicatamente. Lo ripete una volta con il signor B., che usa lui stesso la penna di addestramento. Il numero di lotto della penna viene registrato nel dossier – automaticamente alla lettura del codice Data Matrix. Istruzioni d’uso scritte e lettera al paziente del produttore nel sacchetto della farmacia.
Una breve indicazione: «Lo tolga dal frigorifero 30 minuti prima dell’iniezione, così l’iniezione è nettamente meno dolorosa – importante proprio con la variante contenente citrato.» Gli ricorda ancora: «Se nota qualcosa di insolito – arrossamento nel punto d’iniezione, eruzione cutanea, stanchezza insolita, un’infezione –, si rivolga a noi o alla sua dermatologa. Il numero di lotto ce l’abbiamo nel sistema.»
Digita la sostituzione nel sistema con l’annotazione «sostituzione con biosimilare secondo l’art. 52a LAMal», genera la lettera fax per la dermatologa (lettera standard preformattata) e la mette nella pila della posta in uscita.
Tre settimane dopo la farmacista richiama. Il signor B. è soddisfatto: nessun nuovo sintomo, un lieve bruciore iniziale all’iniezione, nettamente migliorato con 30 minuti di riscaldamento fuori dal frigorifero, l’uso della penna funziona senza problemi. La dermatologa ha confermato il fax; all’appuntamento successivo fra un mese la sostituzione sarà annotata nella cartella.
Tre conclusioni dal caso:
- La sostituzione con biosimilare non è un atto burocratico, bensì una prestazione farmaceutica di consulenza con chiare esigenze di comunicazione: obiettività, concretezza, trasparenza sull’aliquota differenziata, formazione sulla penna, documentazione del numero di lotto, informazione scritta allo studio medico.
- La portata economica è sostanziale – gli attuali prezzi svizzeri dell’elenco delle specialità mostrano che per l’adalimumab esiste per ogni penna da 40 mg una differenza a due cifre in CHF fra originale e biosimilare (stato maggio 2026, circa CHF 35-40 per penna, Hyrimoz® SensoReady CHF 415.80 contro penna Humira® 40 mg/0,4 ml CHF 454.35). Nell’arco di un anno, con ritiro quindicinale, ciò si somma per l’assicurazione obbligatoria in un importo a quattro cifre per paziente; sull’insieme della clientela di una farmacia, in decine di migliaia di franchi all’anno. Gli scarti di prezzo sono inoltre riesaminati ogni tre anni dall’UFSP – fanno fede i dati aggiornati del giorno.
- Il ruolo svizzero di apripista nella sostituzione in farmacia funziona solo se le farmacie si assumono la responsabilità: offrire il colloquio a ogni prescrizione sostituibile – senza imporlo, senza evitarlo. Questo atteggiamento contribuisce a lungo termine all’accettazione e al successo della misura. [3,5]
In breve
Diritto di sostituzione dall'1.1.2024 (art. 52a LAMal): le farmaciste e i farmacisti possono sostituire preparati biologici originali con biosimilari contenenti lo stesso principio attivo. La Svizzera è apripista in Europa.
Aliquota percentuale differenziata (art. 38a OPre): 40% invece del 10% sui preparati originali più costosi, ora anche per i prodotti biotecnologici. Eccezioni in presenza di documentazione medicamente motivata o di difficoltà di approvvigionamento.
Mercato svizzero dei biosimilari 2024: 45 biosimilari per 15 principi attivi. Tasso di sostituzione 36,4%. Quota di mercato più alta: bevacizumab (69%); più bassa: adalimumab (38%).
Evidenza sullo switching: NOR-SWITCH (Lancet 2017) e l’estensione a 78 settimane (J Intern Med 2019) – riferimento per la sicurezza della sostituzione in farmacia.
Obblighi della farmacia: informazione scritta alla o al medico, documentazione del numero di lotto, informazione della persona, formazione sulla penna in caso di cambio (p. es. tecnica in 2 o 3 passaggi per l’adalimumab; formulazione LCF o HCF), accompagnamento della catena del freddo.
Rimunerazione RBP: fino al 31.12.2025 (RBP IV/1) era rimunerata solo la sostituzione con generici; dall'1.1.2026 con la RBP V è rimunerata anche la sostituzione con biosimilari – pharmaSuisse / prio.swiss, approvazione del Consiglio federale il 29.10.2025.
Specificità di farmacovigilanza: per i biologici nella segnalazione di effetto indesiderato (ElViS) servono il nome commerciale e il numero di lotto. La sola DCI non basta.
Contributo di risparmio 2024: biosimilari e generici insieme 707,1 milioni di franchi (Intergenerika); obiettivo di risparmio dell’UFSP: 300 milioni all’anno. Il ruolo della farmacia fa la differenza.
Riferimenti
- Bundesgesetz über die Krankenversicherung (KVG; SR 832.10), Artikel 52a; Krankenpflege-Leistungsverordnung (KLV; SR 832.112.31), Artikel 38a, jeweils in der per 1.1.2024 in Kraft getretenen Fassung. Bundesamt für Gesundheit, Rundschreiben vom 5.12.2023.
- Curafutura: «Gleich mehrere Massnahmen verhelfen Biosimilars 2024 zu mehr Durchschlagskraft.» Medienmitteilung 16.4.2024.
- Bundesamt für Gesundheit BAG: «Massnahmen im Medikamentenbereich: Umsetzung 2024.» Stand 2025. bag.admin.ch.
- Intergenerika: «Generika und Biosimilars fördern angesichts weiter steigender Krankenkassenprämien.» Medienmitteilung 25.9.2024.
- BAG / Swissmedic: Gemeinsame Stellungnahme zur Austausch- und Substituierbarkeit von Generika und Biosimilars mit den Originalpräparaten, 2023.
- Eidg. Departement des Innern EDI / BAG: Rundschreiben vom 5.12.2023 zu den ab 01.01.2024 in Kraft tretenden Änderungen im Zusammenhang mit dem differenzierten Selbstbehalt bei Arzneimitteln.
- Swissmedic: «Fragen und Antworten zur Zulassung von Biosimilar.» Version 15.1.2024. swissmedic.ch/dam/swissmedic/de/dokumente/zulassung/zl_hmv_iv/faq_zl-biosimilar.pdf.
- Swissmedic: «Wegleitung Zulassung Biosimilar.» Dokumentennummer ZL101_00_012d. swissmedic.ch/dam/swissmedic/de/dokumente/zulassung/zl_hmv_iv/zl101_00_012d.pdf.
- Interpharma: «Pharmamarkt Schweiz 2024.» IQVIA Auswertung, Januar 2025. interpharma.ch.
- Jørgensen KK, Olsen IC, Goll GL, et al. Switching from originator infliximab to biosimilar CT-P13 compared with maintained treatment with originator infliximab (NOR-SWITCH): a 52-week, randomised, double-blind, non-inferiority trial. Lancet 2017; 389(10086): 2304-2316.
- Goll GL, Jørgensen KK, Sexton J, et al. Long-term efficacy and safety of biosimilar infliximab (CT-P13) after switching from originator infliximab: open-label extension of the NOR-SWITCH trial. J Intern Med 2019; 285(6): 653-669.
- Cohen HP, Blauvelt A, Rifkin RM, et al. Switching reference medicines to biosimilars: a systematic literature review of clinical outcomes. Drugs 2018; 78(4): 463-478.
- Swissmedic: Pharmacovigilance-Pflichten gemäss Heilmittelgesetz HMG Art. 59. swissmedic.ch / ElViS-Portal.
- Bundesgesetz über Arzneimittel und Medizinprodukte (Heilmittelgesetz, HMG; SR 812.21), Artikel 4 Absatz 1 Buchstabe anovies (Definition Biosimilar) und Artikel 11 (Zulassungsverfahren).
- Rheumaliga Schweiz: «Biosimilars: Anreiz zum Austausch und Pflicht zur Information.» 6.2.2024; aktualisiert 13.3.2025. rheumaliga.ch.
- pharmaSuisse / prio.swiss: «Der neue Apothekertarif LOA V wird vom Bundesrat genehmigt: Er fördert günstigere Biosimilars und erhöht die Sicherheit der Medikamentenabgabe.» Medienmitteilung 29.10.2025 (pharmasuisse.org/de/medienmitteilung; prio.swiss). Ergänzend: pharmaSuisse, «Neuer Apothekertarif LOA V eingereicht», Medienmitteilung 27.6.2024; Galexis, «Gesetzliche Änderungen – Biosimilar-Substitution und LOA-Vergütung», Newsletter 28.2.2024.
- Spezialitätenliste BAG: spezialitaetenliste.ch – aktualisierte Daten zu Originalpräparaten, Generika, Biosimilars und Preisabständen.