Cannabis al banco della farmacia: come la Svizzera studia la dispensazione
Da Basilea a Zurigo, le farmacie vendono cannabis in modo controllato – per la scienza. Una panoramica degli studi pilota svizzeri, delle farmacie coinvolte e della questione di dove vi siano ancora posti liberi.
Punti chiave
- Dal 2023 in Svizzera sono in corso sette studi pilota autorizzati sulla cannabis; vi partecipano circa 10 400 adulti (stato giugno 2025).
- «Züri Can» lavora con circa 20 punti di distribuzione, di cui dieci farmacie, e prosegue fino a ottobre 2028.
- Ogni farmacia partecipante può accogliere fino a 130 partecipanti – finché ci sono posti liberi, ci si può ancora iscrivere.
- La Stauffacher Apotheke cerca attivamente nuovi partecipanti, segno che vi sono ancora posti disponibili.
- Le prime valutazioni di UFSP e scuole universitarie non mostrano effetti negativi della dispensazione legale sulla salute.
In Svizzera la cannabis si sposta lentamente dal mercato nero a un luogo inconsueto: il banco della farmacia. Ciò che pochi anni fa sembrava impensabile è oggi realtà in diverse città – seppure in forma rigorosamente regolamentata, accompagnata scientificamente e riservata ai partecipanti iscritti allo studio. La farmacia diventa così al tempo stesso punto di dispensazione controllato e istanza di consulenza. Uno sguardo agli studi pilota in corso, alle farmacie coinvolte e alla domanda su dove gli interessati possano ancora partecipare.
La base legale: articolo sperimentale, non liberalizzazione
Il punto di partenza è una modifica della legge sugli stupefacenti entrata in vigore nel maggio 2021. Essa ha creato il cosiddetto articolo sperimentale: la possibilità di dispensare cannabis a scopi non medici in modo controllato, nell’ambito di studi pilota limitati nel tempo e nello spazio. L’obiettivo non è espressamente la legalizzazione, bensì la raccolta di dati scientifici. Su questa base il Parlamento dovrà decidere in seguito, con cognizione di causa, come potrebbe presentarsi una futura regolamentazione.
Dal 2023 sono in corso su questa base sette progetti pilota autorizzati – fra l’altro a Basilea Città, Berna, Bienne, Losanna, Lucerna, Vernier e Zurigo, nonché in altri comuni dei cantoni di Zurigo e Basilea Campagna. Secondo i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), a giugno 2025 vi partecipavano circa 10 400 adulti. I modelli spaziano dalle farmacie ai social club senza scopo di lucro, fino a un centro d’informazione sulle droghe. I modelli basati sulla farmacia puntano deliberatamente su prevenzione, riduzione dei rischi e consulenza personale.
«Züri Can»: il progetto più grande – e le sue farmacie
Il progetto più ampio è «Züri Can – Cannabis mit Verantwortung», promosso dalla Città di Zurigo e dall’Università di Zurigo. La vendita è iniziata nella tarda estate del 2023; dopo una proroga lo studio prosegue ora fino a ottobre 2028. I partecipanti possono ritirare la cannabis di studio presso una ventina di punti di distribuzione – fra cui dieci farmacie, nove social club e il centro d’informazione sulle droghe (DIZ).
Le condizioni quadro sono strette: sono disponibili infiorescenze e resina di cannabis contenenti THC, a prezzi compresi fra circa 36 e 48 franchi per cinque grammi. Ogni persona può ritirare al massimo dieci grammi di THC puro al mese. Chi partecipa si vincola a un unico punto di distribuzione e non può più cambiarlo. Rilevazioni periodiche su consumo e salute fanno parte del disegno dello studio.
Fra le farmacie partecipanti figurano, oltre ad altre, la Stauffacher Apotheke (circondario 4), la Medbase Apotheke Zürich Wiedikon (circondario 3), l’Apotheke zum Meierhof a Höngg (circondario 10), la Bahnhof Apotheke Oerlikon (circondario 11) nonché la TopPharm Apotheke Paradeplatz (circondario 1). L’elenco completo e costantemente aggiornato di tutti i punti di distribuzione è pubblicato dalla Città di Zurigo sulla pagina ufficiale «Züri Can», dove gli interessati trovano anche indirizzi esatti e orari.
Dove ci sono ancora posti liberi?
Nella pratica la cosa più importante è la capacità di accoglienza. Secondo l’autorizzazione dell’UFSP del settembre 2025, ogni farmacia partecipante può seguire fino a 130 partecipanti allo studio. Finché non tutti i posti sono occupati, si può entrare anche dopo l’avvio – nei primi due anni dall’inizio della vendita, con una durata individuale di fornitura corrispondentemente più breve.
Un esempio concreto è la Stauffacher Apotheke: informa attivamente sul progetto pilota sulla propria pagina e cerca nuovi partecipanti – chiaro indizio che vi sono ancora posti liberi. Poiché l’occupazione cambia di continuo, per gli interessati conviene la via diretta: il modo più affidabile per conoscere la disponibilità attuale è rivolgersi alla farmacia stessa o al servizio informazioni centrale della Città di Zurigo (info-cannabis@zuerich.ch). Possono partecipare persone adulte domiciliate in città di Zurigo che già consumano cannabis.
La procedura è volutamente a bassa soglia e nondimeno controllata: dopo la registrazione, la prova d’identità e di domicilio e una breve introduzione, i partecipanti accedono all’assortimento del punto di distribuzione scelto. La farmacia documenta i ritiri, sorveglia il limite mensile di THC e resta interlocutrice per domande su effetti, interazioni o riduzione del consumo. Per molte farmacie è un nuovo campo d’attività – e un’occasione per affinare il proprio ruolo di punto di riferimento sanitario a bassa soglia.
«SCRIPT»: la controparte randomizzata nella Svizzera tedesca
Scientificamente particolarmente ambizioso è lo studio SCRIPT («The Safer Cannabis – Research In Pharmacies randomized controlled Trial») delle università di Berna e Lucerna. Si svolge a Berna, Bienne e Lucerna con circa mille partecipanti ed è stato prorogato – come «Züri Can» – fino a ottobre 2028.
La particolarità sta nel disegno dello studio: per sorteggio, nei primi sei mesi solo metà dei partecipanti può acquistare cannabis regolamentata in farmacie selezionate, l’altra metà ottiene l’accesso soltanto in seguito. Questo confronto con lista d’attesa consente affermazioni più solide sugli effetti reali della dispensazione legale. L’assortimento comprende infiorescenze, hashish, e-liquid e tinture; personale formato consiglia all’occorrenza anche su un consumo a minor rischio o sulla disassuefazione dal fumo – competenza classica della farmacia applicata a un nuovo campo.
Che cosa mostrano le prime valutazioni
I bilanci intermedi finora sono sobriamente positivi. L’UFSP e le scuole universitarie coinvolte riferiscono che la dispensazione legale e controllata di cannabis non incide negativamente sulla salute fisica e psichica dei consumatori. La Città di Zurigo ha tracciato pubblicamente un bilancio intermedio positivo – motivo essenziale della proroga fino al 2028. Anche un’analisi della FHNW classifica i progetti come una preziosa fonte di dati per l’elaborazione delle politiche future.
Importante è la distinzione dalla cannabis medica: questa segue una via propria, tramite prescrizione medica, ed è sempre più dispensata regolarmente dalle farmacie – un mercato cresciuto sensibilmente da quando è caduto l’obbligo di autorizzazione. Gli studi pilota riguardano invece il consumo voluttuario non medico. Per farmaciste e farmacisti i due mondi si confondono comunque nella quotidianità, perché entrambi richiedono le stesse competenze chiave: garanzia della qualità, conoscenza dei dosaggi e una consulenza che informi invece di moralizzare.
Uno sguardo oltre confine
Quanto siano rilevanti questi dati lo mostra il confronto con la Germania, dove dal 2024 vige una legalizzazione parziale. Nell’aprile 2026 il consorzio di ricerca EKOCAN ha presentato il secondo rapporto intermedio sulla valutazione della legge sulla cannabis da consumo. I risultati centrali: la prevalenza di consumo fra i giovani è rimasta stabile o in lieve calo, e nemmeno fra gli adulti si osservano cambiamenti significativi. Una quota crescente – benché ancora piccola – della cannabis consumata proviene ormai da fonti legali. I ricercatori giudicano invece criticamente l’impostazione dei cannabis social club nonché un arretramento degli interventi precoci di prevenzione delle dipendenze fra i giovani.
È proprio qui che sta la forza del modello svizzero basato sulle farmacie: lega la dispensazione a consulenza professionale, controllo dell’età e prevenzione – elementi che un modello puramente associativo o di negozio non garantisce. Se da tutto ciò nascerà un giorno una regolamentazione stabile lo deciderà la politica. La base di dati per farlo si crea giorno dopo giorno ai banchi da Zurigo a Lucerna – e la farmacia vi svolge un ruolo portante.
