Vaccinazioni: l’ultima stagione a proprie spese

Dal 1° gennaio 2027 le vaccinazioni in farmacia dovrebbero poter essere fatturate tramite l'assicurazione di base. L'autunno 2026 è quindi l'ultima stagione a carico dei pazienti e al tempo stesso la prova generale della futura remunerazione. L'articolo riassume le raccomandazioni mediche, gli aspetti commerciali e i preparativi necessari per la prossima stagione vaccinale.

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Rosa Berg · August 19, 2026 · 9 min read
Vaccinazioni: l’ultima stagione a proprie spese

Punti chiave

  • Dal 2027 le vaccinazioni in farmacia saranno assunte dall’assicurazione di base; la stagione 2026 è l’ultima a carico dei pazienti.
  • Una rilevazione pulita dei dati in questo autunno è decisiva per le future trattative tariffali con gli assicuratori.
  • Al centro vi sono influenza, Covid-19 e VRS, con una consulenza centrale su costi e stato di rimborso (in particolare per il VRS).
  • Gli appuntamenti vaccinali offrono un’occasione ideale per verificare lo stato vaccinale per herpes zoster, pneumococchi, DTP e morbillo/varicella.

In giugno il Dipartimento federale dell’interno ha deciso di inserire l’esecuzione di vaccinazioni in farmacia per le persone dai sedici anni in su nel catalogo delle prestazioni dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Viene così attuata una richiesta del Parlamento derivante dal secondo pacchetto di misure di contenimento dei costi. La regolamentazione entra in vigore il 1° gennaio 2027. Le basi tariffali devono ancora essere elaborate con gli assicuratori.

Per il prossimo periodo vaccinale ciò non cambia nulla sul piano giuridico. In pratica cambia tutto. Chi nell’autunno 2026 imposta in modo pulito processi, finestre di appuntamento, documentazione e dati sulla domanda affronterà con cifre solide un anno in cui si deciderà come questa prestazione verrà in futuro remunerata. Chi lascia scorrere la stagione come sempre, in parallelo, negozierà nel 2027 senza argomenti.

Il calendario

Settembre appartiene alla preparazione. Ordinare i vaccini, verificare autorizzazioni cantonali e attestati di capacità, predisporre la griglia degli appuntamenti, istruire il team. Il periodo raccomandato per la vaccinazione antinfluenzale inizia a metà ottobre e dura fino all’inizio dell’ondata influenzale; per la vaccinazione contro il Covid-19 l’UFSP e la CFV indicano idealmente la finestra da metà ottobre a dicembre.

Il punto fisso della stagione è la Settimana nazionale della vaccinazione, da lunedì 2 a sabato 7 novembre 2026. Si tiene per la seconda volta, dopo aver sostituito nel 2025 la Giornata nazionale della vaccinazione antinfluenzale esistente dal 2004, e comprende influenza, Covid-19 e VRS. È promossa dal Collegio di medicina di base insieme a UFSP, FMH e pharmaSuisse. Le farmacie vaccinatrici partecipanti sono reperibili tramite l’elenco impfapotheke.ch.

Due cose vengono regolarmente sottovalutate. In primo luogo, la settimana è un acceleratore della domanda, non un generatore di domanda: chi comunica solo in ottobre raccoglie soprattutto clientela che sarebbe comunque venuta. In secondo luogo, la stagione non finisce il 7 novembre. Finché l’ondata influenzale non è iniziata, la vaccinazione resta sensata, e le prestazioni di dicembre raggiungono spesso proprio quelle persone che in ottobre erano ancora esitanti.

Influenza

La vaccinazione è raccomandata alle persone con rischio aumentato di complicazioni, ossia alle persone dai 65 anni in su, alle donne in gravidanza in qualsiasi stadio, ai bambini nati prematuri fino a due anni e alle persone con malattie croniche. Vi si aggiungono i contatti stretti di questi gruppi, esplicitamente anche i professionisti della salute e chi accudisce lattanti, nonché le persone a contatto regolare con pollame o uccelli selvatici.

Per la scelta del vaccino vale una differenziazione che nella consulenza spesso si perde. Per tutte le persone dai 75 anni in su e per i 65–74enni con un ulteriore fattore di rischio è da preferire il vaccino ad alto dosaggio. In caso di grave allergia alle proteine dell’uovo entra in considerazione il vaccino prodotto su colture cellulari. Nella stagione 2025 il vaccino vivo attenuato somministrato per via nasale non era disponibile in Svizzera; per i bambini ciò è rilevante, poiché l’alternativa è un’iniezione a partire dai sei mesi.

Sull’efficacia conviene l’onestà allo sportello. A seconda della stagione e del gruppo di persone essa si situa fra il venti e l’ottanta per cento, più bassa nelle persone anziane e immunosoppresse. L’argomento non è quindi impedire ogni infezione, bensì attenuare il decorso ed evitare le complicazioni. In Svizzera l’influenza causa di norma da 112 000 a 275 000 consultazioni mediche per stagione, oltre a diverse migliaia di ospedalizzazioni e diverse centinaia di decessi.

Un’indicazione sull’attualità: al momento della stesura di questa raccolta, a metà agosto, sulla pagina dell’UFSP era ancora pubblicata la raccomandazione della stagione 2025. La struttura della raccomandazione è stabile da anni, ma l’elenco concreto dei vaccini disponibili cambia ogni anno. Prima dell’ordinazione va consultata la versione aggiornata.

Covid-19

È raccomandata una singola dose in autunno o in inverno per le persone particolarmente a rischio dai sedici anni in su, ossia le persone dai 65 anni, le persone con patologie preesistenti rilevanti, comprese le donne in gravidanza con patologie preesistenti, nonché le persone con trisomia 21. Alle donne in gravidanza senza fattori di rischio la vaccinazione è raccomandata solo su indicazione medica individuale. A tutte le altre persone non è raccomandata.

Sul piano commerciale la situazione è disciplinata dal 1° luglio 2024 e viene comunque spesso presentata in modo errato nella consulenza. Per le persone con raccomandazione vaccinale l’assicurazione di base copre i costi, fatti salvi franchigia e aliquota percentuale. Le persone senza raccomandazione sostengono i costi da sé. La frase «la vaccinazione Covid è gratuita» da allora non è più corretta e genera alla cassa fastidi evitabili.

La vaccinazione antinfluenzale può avvenire contemporaneamente alla vaccinazione contro il Covid-19, prima o dopo. È la leva organizzativa più forte della stagione, perché riunisce due indicazioni in un unico appuntamento.

VRS negli adulti

Qui si colloca la posizione commercialmente più interessante e, sul piano consulenziale, più delicata. Dal 1° settembre 2025 esiste una raccomandazione vaccinale per gli adulti dai 75 anni in su nonché per le persone a rischio dai 60 anni. Non è stata esplicitamente inserita nel piano di vaccinazione svizzero, perché i costi non sono coperti dall’assicurazione di base.

Ciò significa: raccomandata, ma a proprie spese. La vaccinazione non è un richiamo annuale, bensì una somministrazione unica, il che distingue nettamente la sua economia di ripetizione da quella della vaccinazione antinfluenzale. Se la somministrazione in farmacia sia ammessa dipende dal Cantone; qui le regolamentazioni divergono più fortemente che per influenza e Covid-19.

Nella consulenza il prezzo e lo stato di rimborso appartengono all’inizio del colloquio, non alla fine. Una vaccinazione raccomandata ma non rimborsata richiede spiegazioni, e la spiegazione risulta più sgradevole se arriva solo al momento del pagamento.

Per i lattanti vale un’altra logica. Per neonati e lattanti nel primo anno di vita sono disponibili come opzioni equivalenti la vaccinazione materna in gravidanza e l’immunizzazione passiva con anticorpi monoclonali a lunga durata d’azione, integrate da una raccomandazione per i bambini piccoli a rischio aumentato. Per l’officina questo è soprattutto un tema di consulenza con le donne in gravidanza e i giovani genitori, con un nesso diretto alla vaccinazione antinfluenzale in gravidanza.

Il secondo cesto

L’appuntamento antinfluenzale è il miglior momento di screening dell’anno, perché davanti a voi si trova una persona a rischio aumentato disposta a vaccinarsi e perché è previsto del tempo. Quattro voci meritano una verifica.

La vaccinazione contro l’herpes zoster con il vaccino subunitario adiuvato è raccomandata a tutte le persone dai 65 anni in su senza limite superiore di età, inoltre alle persone con immunodeficienza dai 50 anni, rispettivamente dai 18 anni in caso di immunodeficienza grave. Sono necessarie due dosi a distanza di almeno due mesi, i costi sono coperti dall’assicurazione di base. Chi somministra la prima dose in ottobre avrà la seconda a dicembre o a gennaio, quindi entro la stessa stagione.

Per gli pneumococchi la CFV ha aggiornato la propria presa di posizione sui vaccini coniugati a diversa valenza il 23 febbraio 2026; per le fasce d’età interessate è prevista una dose unica con il vaccino coniugato 21-valente. Lo stato attuale per fascia d’età è pubblicato dalla CFV e andrebbe verificato prima della consulenza, poiché in questo dossier negli ultimi anni si è mosso più volte qualcosa.

Vi si aggiungono due classici: lo stato dei richiami per difterite, tetano e pertosse, in particolare la vaccinazione antipertosse in gravidanza, nonché la vaccinazione di recupero contro morbillo e varicella negli adulti sotto i quarant’anni. Entrambi emergono senza sforzo aggiuntivo in occasione di una vaccinazione antinfluenzale, se il libretto vaccinale viene consultato sistematicamente.

Chi paga che cosa oggi

La ripartizione è semplice e viene comunque raramente comunicata con chiarezza. Se una vaccinazione raccomandata avviene in farmacia su prescrizione medica, il vaccino è rimborsato dall’assicurazione di base. La somministrazione stessa è a carico della persona vaccinata. La farmacia stabilisce il prezzo di questa prestazione.

È proprio da qui che nasce il compito della stagione. L’importo per la somministrazione è visibile, figura sulla ricevuta, e l’esperienza della primavera con le voci esposte singolarmente della nuova remunerazione orientata alle prestazioni mostra quanto in fretta una voce visibile diventi oggetto di contesa. Chi comunica in anticipo il prezzo della vaccinazione, lo espone in vetrina e sul sito web e lo motiva con la prestazione – anamnesi, verifica di indicazioni e controindicazioni, informazione, somministrazione, osservazione post-vaccinale e documentazione – non vende più caro, bensì in modo più comprensibile.

I presupposti formali

Vaccinare in farmacia è oggi possibile in tutti i Cantoni e in oltre due terzi delle farmacie è effettivamente offerto. L’autorizzazione viene rilasciata dai Cantoni e i cataloghi differiscono notevolmente. Alcuni Cantoni ammettono esclusivamente vaccini inattivati, altri tutte le vaccinazioni secondo il piano vaccinale, altri ancora solo le vaccinazioni successive dopo una prima vaccinazione medica. La vaccinazione contro la febbre gialla resta riservata ai centri medici autorizzati; la vaccinazione antirabbica è possibile in farmacia in pre-esposizione, non in post-esposizione. pharmaSuisse tiene una panoramica delle vaccinazioni ammesse suddivisa per Cantone; la versione attuale porta la data del 3 luglio 2026.

Sul piano del personale serve l’attestato di capacità FPH vaccinazione e prelievo di sangue, fermo restando che le farmaciste e i farmacisti con diploma federale conseguito dal 2022 non necessitano separatamente di tale attestato, poiché la formazione è compresa negli studi di base. In ogni caso sono necessari l’autorizzazione cantonale, un certificato BLS-AED riconosciuto e valido nonché un’assicurazione di responsabilità civile che copra il rischio. Vi si aggiungono i requisiti aziendali: un locale di consulenza adeguato, una seduta reclinabile in posizione sdraiata, un contenitore per rifiuti speciali, un questionario di triage e la documentazione della vaccinazione, preferibilmente elettronica. In diversi Cantoni le vaccinazioni al di fuori dei locali della farmacia sono vietate.

Che cosa fare adesso

Tre cose decidono di questa stagione. Primo, l’ordinazione: pianificare per tempo e in quantità realistiche i vaccini contro influenza, Covid-19 e VRS nonché, se del caso, gli anticorpi monoclonali, tenendo conto della variante ad alto dosaggio per le classi d’età più anziane. Secondo, il calendario: aprire finestre di appuntamento prima e durante la settimana dal 2 al 7 novembre, consentire vaccinazioni spontanee ma evitare i tempi di attesa. Terzo, i dati: vaccinazioni registrate, vaccinazioni rifiutate e i relativi motivi non sono oneri amministrativi, bensì il materiale con cui la professione negozierà una tariffa il prossimo anno.

La prestazione vaccinale della farmacia entrerà per la prima volta nel 2027 a far parte del catalogo ordinario delle prestazioni. Quanto varrà allora sarà misurato su una base di dati che si costituisce quest’autunno.

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Rosa Berg

Autorin/Autor bei Dispensio.

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