Vaccinare a carico dell'assicurazione: la farmacia diventa un pilastro stabile della prevenzione
Dal 2027 l'assicurazione obbligatoria delle cure assumerà le vaccinazioni e le consulenze vaccinali eseguite da farmaciste e farmacisti qualificati. La decisione elimina un ostacolo finanziario centrale e rafforza la farmacia come punto di contatto a bassa soglia delle cure mediche di base. Fino all'attuazione restano però aperte importanti questioni su tariffe, autorizzazioni cantonali e processi aziendali.

Una vaccinazione antinfluenzale sulla via di casa, un richiamo contro la meningoencefalite da zecche senza previo appuntamento medico o una verifica dello stato vaccinale direttamente in farmacia: ciò che in molti luoghi è già oggi possibile dovrà poter essere fatturato in via ordinaria all’assicurazione di base dal 1° gennaio 2027.
Nel giugno 2026 il Dipartimento federale dell’interno (DFI) ha deciso di inserire le vaccinazioni profilattiche eseguite da farmaciste e farmacisti nel catalogo delle prestazioni dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Devono essere rimborsate sia la vaccinazione stessa sia la relativa consulenza vaccinale. La Confederazione vi collega esplicitamente l’obiettivo di semplificare l’accesso alle offerte vaccinali per gli adulti e di rafforzare il ruolo delle farmacie nelle cure di base.
Per le farmacie svizzere si tratta di molto più di una nuova possibilità di fatturazione. La decisione segna un cambiamento di politica sanitaria: le prestazioni farmaceutiche non sono più soltanto tollerate a titolo complementare, bensì sempre più riconosciute come parte ordinaria dell’assistenza medica.
Che cosa cambia concretamente?
Secondo pharmaSuisse, la nuova regolamentazione vale per le persone dal compimento del 16° anno di età. Vaccinazioni e relativa consulenza potranno in futuro essere erogate direttamente in farmacia a carico dell’assicurazione di base, purché siano soddisfatti i presupposti legali e professionali.
Presupposto per l’assunzione dei costi è in linea di principio che si tratti di una vaccinazione profilattica riconosciuta dall’AOMS e che siano soddisfatte le relative condizioni dell’ordinanza sulle prestazioni. Restano quindi determinanti, fra l’altro, le raccomandazioni del piano di vaccinazione svizzero nonché eventuali limitazioni per età, gruppo a rischio, indicazione o schema vaccinale.
La Confederazione cita in particolare le vaccinazioni contro l’influenza stagionale e la meningoencefalite verno-estiva (FSME) come esempi in cui un’offerta più accessibile potrebbe migliorare il tasso di copertura vaccinale.
Quali vaccinazioni una farmacia possa effettivamente offrire dipende però tuttora dalle disposizioni cantonali. Il nuovo finanziamento tramite l’AOMS non crea quindi automaticamente un’autorizzazione a vaccinare uniforme in tutta la Svizzera.
Esente da franchigia, ma non del tutto gratuita
Già dal 1° gennaio 2026 tutte le vaccinazioni protettive elencate nell’art. 12a OPre nonché la relativa consulenza vaccinale sono esenti da franchigia. L’aliquota percentuale legale resta però in vigore.
Dal 2027 si aggiunge il secondo passo decisivo: non solo le vaccinazioni eseguite dal medico, bensì anche le prestazioni vaccinali autorizzate in farmacia devono essere rimborsate dall’assicurazione di base.
Per gli assicurati ciò significa che in linea di principio non devono più sostenere interamente i costi da sé. La vaccinazione non diventa però necessariamente del tutto gratuita. A seconda della situazione assicurativa individuale può continuare ad applicarsi l’aliquota percentuale legale.
La distinzione è importante: esente da franchigia non significa automaticamente gratuito.
Perché la decisione è così importante per le farmacie
Le farmacie offrono vaccinazioni già da anni. Ciononostante la clientela ha finora dovuto spesso pagare da sé la prestazione farmaceutica. Anche il rimborso del vaccino era, a seconda della situazione, subordinato a ulteriori presupposti quali una prescrizione medica o modelli assicurativi particolari.
Sussisteva così un’evidente disparità di trattamento: la stessa vaccinazione medicalmente raccomandata poteva essere rimborsata in modo diverso a seconda del luogo di esecuzione.
Questo ostacolo finanziario ha finora frenato il potenziale delle farmacie. Secondo un sondaggio della popolazione pubblicato da pharmaSuisse, circa un quarto della popolazione si è già fatto vaccinare o consigliare sulle vaccinazioni in farmacia. Il 74 per cento degli interpellati ha dichiarato che ricorrerebbe in linea di principio o piuttosto a una vaccinazione in farmacia se questa fosse assunta dall’assicurazione di base senza ricetta medica.
La domanda dovrebbe quindi aumentare sensibilmente dal 2027. Sarà decisivo se le farmacie riusciranno a gestire questa domanda supplementare sul piano del personale, degli spazi e dell’organizzazione.
La farmacia come accesso senza complicazioni alla protezione vaccinale
Il maggiore vantaggio della farmacia sta nella sua raggiungibilità. Molte sedi dispongono di lunghi orari di apertura, si trovano in quartieri residenziali, centri commerciali o presso nodi di traffico e possono offrire appuntamenti a breve termine o vaccinazioni senza preannuncio.
Secondo pharmaSuisse, già oggi circa due farmacie svizzere su tre consentono vaccinazioni senza ricetta e senza preannuncio.
Proprio per le persone che lavorano, per chi non ha un medico di famiglia fisso e per chi necessita di un semplice richiamo, ciò può facilitare notevolmente l’accesso.
Dal punto di vista della politica sanitaria la decisione è quindi comprensibile. Una vaccinazione che non viene eseguita a causa di elevati ostacoli organizzativi o finanziari non produce alcun beneficio preventivo. Più l’offerta è vicina alla quotidianità della popolazione, più è probabile che venga utilizzata.
La Confederazione si attende che la nuova regolamentazione consenta di evitare malattie prevenibili con la vaccinazione e di ridurre i decorsi gravi.
Sgravio per gli studi medici – ma non medicina concorrente
L’ampliamento delle offerte vaccinali viene talvolta discusso come concorrenza fra studio medico e farmacia. Nella quotidianità assistenziale dovrebbe però condurre soprattutto a una più sensata ripartizione dei compiti.
Le vaccinazioni standardizzate in adulti sani possono in molti casi essere eseguite in farmacia in modo sicuro ed efficiente. Le capacità mediche possono così essere impiegate maggiormente per accertamenti complessi, pazienti a rischio o situazioni vaccinali poco chiare.
La farmacia non sostituisce né la diagnostica medica né l’assistenza medica globale. Assume piuttosto prestazioni preventive chiaramente definite nell’ambito delle proprie competenze professionali.
Decisivo è un triage funzionante. In caso di malattia acuta, allergie rilevanti, precedenti reazioni vaccinali gravi, gravidanza, immunosoppressione o patologie preesistenti complesse, occorre verificare caso per caso se la vaccinazione in farmacia sia sensata e ammissibile oppure se sia necessario un accertamento medico.
Le differenze cantonali permangono
La maggiore debolezza strutturale della nuova regolamentazione risiede nel sistema federale. Se il finanziamento tramite l’assicurazione di base è disciplinato a livello federale, l’autorizzazione concreta a vaccinare resta determinata dai Cantoni.
Possono quindi continuare a sussistere differenze riguardo a:
- i vaccini ammessi,
- i limiti di età,
- i presupposti per vaccinazioni senza prescrizione medica,
- i requisiti in materia di locali e di esercizio,
- l’obbligo di notifica o di autorizzazione,
- nonché la gestione di determinati gruppi a rischio.
Anche una formazione continua farmaceutica non autorizza di per sé automaticamente a eseguire vaccinazioni. Farmaciste e farmacisti devono soddisfare i presupposti cantonali vigenti e disporre della necessaria autorizzazione delle autorità. pharmaSuisse rileva inoltre che chi vaccina necessita di un corrispondente attestato di capacità nonché di un certificato BLS-AED valido e riconosciuto.
Dal punto di vista dei pazienti l’offerta può quindi restare difficilmente comprensibile. Una persona può ricevere una determinata vaccinazione direttamente in farmacia in un Cantone, mentre nel Cantone vicino valgono altre regole.
Il rimborso diventerà sì più nazionale dal 2027. L’offerta vaccinale vera e propria resta per ora improntata al federalismo.
La questione tariffale non è ancora del tutto risolta
La decisione politica di principio è presa, ma l’attuazione pratica richiede una base tariffale solida.
pharmaSuisse e gli assicuratori devono stabilire come vengano remunerate le singole componenti della prestazione. Ne fanno parte per esempio:
- la verifica dello stato vaccinale,
- l’anamnesi e il triage,
- la consulenza,
- la preparazione e la somministrazione del vaccino,
- la documentazione,
- l’osservazione post-vaccinale,
- nonché gli oneri di materiale, infrastruttura e igiene.
Nel giugno 2026 pharmaSuisse ha dichiarato che le basi tariffali dovranno essere elaborate rapidamente insieme agli assicuratori malattia, affinché l’assunzione dei costi a livello svizzero al 1° gennaio 2027 possa essere effettivamente attuata.
Per le farmacie è un punto critico. Una nuova prestazione è economicamente sostenibile solo se la remunerazione tiene adeguatamente conto degli effettivi oneri di personale e infrastruttura.
Se viene pagata soltanto la puntura vera e propria, ma non la preparazione e il follow-up professionalmente necessari, incombe un sottofinanziamento. Una fatturazione troppo complicata potrebbe a sua volta aumentare l’onere amministrativo ed escludere dall’offerta le farmacie più piccole.
La tariffa concorre quindi a decidere se la riforma porterà nella pratica a un’offerta vaccinale capillare o se potrà essere attuata principalmente da aziende più grandi e già ben attrezzate.
Nuove opportunità – ma nulla di scontato
La nuova regolamentazione apre alle farmacie diverse opportunità. Le vaccinazioni possono diventare una componente visibile del portafoglio di prestazioni e rafforzare la percezione della farmacia come centro sanitario.
Al contempo le offerte vaccinali possono essere abbinate ad altre prestazioni, per esempio:
- controlli del libretto vaccinale,
- consulenze di viaggio e di prevenzione,
- campagne sanitarie stagionali,
- consulenze sui fattori di rischio,
- oppure l’approccio strutturato a persone anziane e malati cronici.
Anche sul piano economico una prestazione vaccinale adeguatamente remunerata può essere interessante. Diversamente dalla classica vendita di medicamenti, essa si fonda direttamente sulla competenza professionale farmaceutica e sull’assistenza personale.
Richiede però investimenti. Le farmacie necessitano di locali di consulenza e di vaccinazione adeguati, personale formato, processi d’emergenza chiari, finestre temporali sufficienti, una documentazione affidabile e una pianificazione adattata di scorte e appuntamenti.
Vi si aggiunge la comunicazione con la clientela. Molti assicurati inizialmente non sapranno quali vaccinazioni siano assunte, se serva un appuntamento o quali costi restino nonostante l’esenzione dalla franchigia.
La farmacia dovrà quindi non solo vaccinare, ma anche spiegare la nuova regolamentazione.
Che cosa le farmacie dovrebbero preparare ora
Fino all’entrata in vigore il 1° gennaio 2027 resta soltanto una finestra temporale limitata. Le aziende che desiderano introdurre o ampliare le vaccinazioni dovrebbero verificare per tempo i propri presupposti.
Al centro stanno in particolare:
Autorizzazione e qualifica: Le necessarie autorizzazioni cantonali, gli attestati di capacità e i certificati d’emergenza sono disponibili e validi?
Requisiti degli spazi: È disponibile un’area adeguata che consenta discrezione, igiene e un’appropriata osservazione post-vaccinale?
Pianificazione del personale: Quali collaboratori eseguono le vaccinazioni e come vengono integrate queste finestre temporali nella quotidianità dell’officina?
Documentazione e fatturazione: I sistemi sono pronti a registrare correttamente consulenza vaccinale, vaccino, prestazione e dati assicurativi?
Gestione delle emergenze: Materiale d’emergenza, procedure e responsabilità sono regolati in modo univoco e oggetto di formazione periodica?
Comunicazione: Come viene informata la clientela su offerta, presupposti di accesso, aliquota percentuale e possibilità di appuntamento?
Chi inizia questi preparativi solo a fine 2026 potrebbe faticare a sfruttare pienamente le nuove possibilità fin dal primo giorno.
Una pietra miliare di politica sanitaria alla prova dei fatti
L’inserimento delle prestazioni vaccinali farmaceutiche nell’assicurazione di base è un passo significativo per la professione. Conferma che la prevenzione non deve avvenire esclusivamente negli studi medici e che le competenze di farmaciste e farmacisti vanno impiegate in modo più mirato.
La sola decisione non garantisce tuttavia ancora un’attuazione riuscita. Decisivi saranno una tariffa equa, processi di fatturazione praticabili, personale qualificato in numero sufficiente e condizioni quadro cantonali il più possibile armonizzate.
Se ciò riuscirà, il 1° gennaio 2027 potrebbe diventare una svolta: dalla farmacia come occasionale luogo di vaccinazione supplementare a un pilastro stabilmente affermato della copertura vaccinale svizzera.
Per le farmacie ciò significa più responsabilità, più visibilità e la possibilità di ampliare ulteriormente il proprio posto nelle cure mediche di base.
In breve
Dal 1° gennaio 2027 le farmaciste e i farmacisti abilitati potranno eseguire vaccinazioni profilattiche e la relativa consulenza a carico dell’assicurazione di base. L’offerta si rivolge in linea di principio alle persone dai 16 anni ed è vincolata ai presupposti legali e cantonali. Le prestazioni vaccinali sono esenti da franchigia già dal 2026; l’aliquota percentuale resta. Ancora aperti o in elaborazione sono in particolare le tariffe concrete e le modalità di fatturazione. Le regolamentazioni cantonali sull’autorizzazione a vaccinare non sono abrogate dalla decisione federale.
Riferimenti
- Eidgenössisches Departement des Innern (EDI). Impfungen in Apotheken sollen ab 2027 von der Grundversicherung übernommen werden. Medienmitteilung vom 13. Juni 2026.
- Bundesamt für Gesundheit (BAG). Änderungen der Krankenpflege-Leistungsverordnung (KLV) und der Krankenpflege-Leistungsverordnung (KLV): Franchisebefreiung für empfohlene Impfungen. Bern, 2025/2026.
- pharmaSuisse. pharmaSuisse begrüsst EDI-Entscheid: Impfungen in Apotheken sollen ab 2027 von der Grundversicherung übernommen werden. Medienmitteilung, Juni 2026.
- pharmaSuisse. Impfen und Impfberatung in der Apotheke. Fachinformationen für Apothekerinnen und Apotheker.
- Bundesamt für Gesundheit (BAG). Schweizerischer Impfplan 2026.
- Krankenpflege-Leistungsverordnung (KLV), insbesondere Art. 12a (Schutzimpfungen).
- Bundesgesetz über die Krankenversicherung (KVG; SR 832.10).
- Verordnung über die Krankenversicherung (KVV; SR 832.102).
- pharmaSuisse. Fakten & Zahlen – Dienstleistungen der Schweizer Apotheken. (aktuelle Ausgabe 2026).
- Bundesamt für Gesundheit (BAG). Nationale Strategie zu Impfungen (NSI). Bern.