Anche i medicamenti, per favore, senza vampate di calore

Le ondate di caldo sono diventate lo standard estivo in Svizzera e sono un tema farmacologico. Questa guida mostra quali medicamenti d'uso comune diventano pericolosi con il caldo, come conservare correttamente i medicamenti e quali indicazioni concrete potete dare attivamente alla vostra clientela.

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Mario Punch · June 30, 2026 · 7 min read
Anche i medicamenti, per favore, senza vampate di calore

Punti chiave

  • Il caldo è un tema di medicamenti: diuretici, inibitori del SRAA, FANS, anticolinergici, neurolettici e litio intervengono su bilancio idrico, sudorazione e funzione renale.
  • La combinazione comune più pericolosa è il «triple whammy» ACE-inibitore/sartano + diuretico + FANS – in caso di carenza di liquidi incombe un’insufficienza renale acuta.
  • Conservazione: la maggior parte dei medicamenti a 15–25 °C, nel locale più fresco, mai in automobile; pensare alla catena del freddo per insulina e medicamenti biologici; non esporre i cerotti medicati al calore diretto.
  • Affrontare attivamente il tema conviene: meno dello 0,5 % della clientela chiede spontaneamente. L’officina deve porre il tema da sé, idealmente prima dell’inizio del periodo di caldo.
  • Adeguamenti posologici o sospensioni di medicamenti spettano al medico. La farmacia riconosce il rischio, effettua il triage e invia.

La Svizzera è nel pieno di una marcata ondata di caldo: a fine giugno 2026 MeteoSvizzera ha dichiarato per ampie parti dell’Altopiano il grado di pericolo 3, a livello regionale persino il grado 4 – il livello al quale sussiste un «netto rischio di disturbi circolatori».[1] Simili episodi non sono più eccezioni, bensì lo standard estivo. E sono ben più di una questione di aerazione e di bevande: il caldo è altamente farmacologico.

Lo mostra anche il momento: solo a fine giugno 2026 è stata pubblicata la lista CALOR (dal lat. calor = caldo) nell’ambito del progetto di ricerca ADAPT-HEAT dell’Università di Colonia e della Scuola universitaria di medicina di Hannover – una panoramica di oltre 25 classi di principi attivi che possono aggravare i rischi sanitari legati al caldo, concepita come ausilio decisionale per farmacie, studi medici e cliniche.[3] L’officina occupa qui una posizione chiave: accessibile a bassa soglia, senza appuntamento, spesso ultima tappa prima che il medicamento finisca a casa in pieno sole.[12]

Il problema: la clientela praticamente non chiede mai spontaneamente. Circa tre quarti delle farmacie consigliano sì in linea di principio sulla corretta conservazione – ma nelle indagini meno dello 0,5 per cento dei clienti si è informato proattivamente, persino durante una settimana di canicola.[8] Chi vuole consigliare deve dunque porre il tema da sé. Questa guida ne fornisce gli strumenti – sul piano farmacologico e pratico.

Perché il caldo è un tema di medicamenti

Il corpo mantiene stabile la propria temperatura centrale tramite due meccanismi: la sudorazione (raffreddamento per evaporazione) e la perfusione cutanea (cessione di calore verso l’esterno). Entrambi costano liquidi e sollecitano la circolazione. È proprio qui che intervengono molti medicamenti di uso comune – disturbano la termoregolazione, aggravano la perdita di liquidi ed elettroliti oppure mettono a rischio la funzione renale quando il volume nel sistema è comunque scarso.[4]

Vale la pena ricordare tre punti d’attacco:

  • Sudorazione bloccata: le sostanze ad azione anticolinergica inibiscono le ghiandole sudoripare e la percezione centrale della temperatura – il corpo non riesce più a «raffreddarsi».[4]
  • Volume perduto: i diuretici espellono acqua e sali; quando la sensazione di sete diminuisce (soprattutto in età avanzata), si crea rapidamente un deficit.[5]
  • Reni sotto pressione: se per la disidratazione la pressione arteriosa scende, i reni dipendono da meccanismi di controregolazione che FANS e inibitori del SRAA disattivano.[6]

Panoramica dei gruppi a rischio più comuni

Non si tratta di specialità, bensì di principi attivi presenti praticamente in ogni farmacia domestica. La tabella seguente ordina i gruppi principali e il loro meccanismo legato al caldo.

Gruppo di principi attiviEsempiChe cosa succede con il caldo
DiureticiTorasemide, furosemide, idroclorotiazideAccentuano la perdita di liquidi ed elettroliti; sono considerati uno dei più importanti fattori di rischio per le emergenze legate al caldo.[5]
Inibitori del SRAARamipril, lisinopril, candesartan, valsartanAbbassano ulteriormente la pressione arteriosa; in combinazione con ipovolemia, pericolo per la funzione renale.[6]
FANSIbuprofene, diclofenac, naprosseneRiducono la perfusione renale – critico in caso di disidratazione.[6]
AnticolinergiciAntistaminici sedativi, antidepressivi triciclici, farmaci per la vescica iperattiva, antiparkinsonianiInibiscono la sudorazione e la termoregolazione centrale.[4]
Neurolettici / antipsicoticiFra gli altri aloperidolo, quetiapina, clozapinaDisturbano la regolazione centrale della temperatura, riducono la sudorazione.[4]
BetabloccantiMetoprololo, bisoprololoRiducono la perfusione cutanea e la gittata cardiaca – minore cessione di calore.[4]
LitioSali di litioFinestra terapeutica stretta: con perdita di acqua/sodio il livello sale – pericolo di intossicazione.[3]
AntidiabeticiInibitori SGLT2 («gliflozine»), metforminaGli inibitori SGLT2 favoriscono l’ipovolemia; in caso di disidratazione/insufficienza renale, rischio di chetoacidosi o acidosi lattica.[11]

Il «triple whammy» – la combinazione quotidiana sottovalutata

La costellazione più pericolosa non si nasconde in medicamenti specialistici, bensì in una combinazione del tutto ordinaria: ACE-inibitore o sartano + diuretico + FANS. In inglese «triple whammy», il triplice colpo. Ogni elemento preso singolarmente è innocuo; insieme disattivano i meccanismi protettivi del rene: il diuretico riduce il volume, l’inibitore del SRAA e il FANS bloccano la perfusione di controregolazione. Se vi si aggiungono caldo e disidratazione, incombe un’insufficienza renale acuta – il rischio è nettamente superiore rispetto alla combinazione a due.[6]

Per il banco questo significa: drizzare le orecchie quando qualcuno in terapia con diuretico e/o antipertensivo chiede di passaggio un FANS «per la schiena/il ginocchio». Con il caldo, considerare il paracetamolo come alternativa meglio tollerata e, nel dubbio, far accertare dal medico.

Che cosa l’officina può trasmettere attivamente

La buona notizia: i messaggi più importanti sono semplici, applicabili nella quotidianità e stanno su un volantino. Conta l’atteggiamento – la farmacia riconosce il rischio ed effettua il triage, lo studio medico decide su adeguamenti posologici o sospensioni di medicamenti.[2]

Consigli sul caldo per la clientela – brevi e concreti

  • Bere, anche senza sete. Come orientamento circa 1,5–2 litri al giorno – salvo che il medico abbia prescritto una limitazione dell’apporto di liquidi per motivi cardiaci o renali.[2]
  • Nessuna sospensione arbitraria. Non omettere né ridurre mai di propria iniziativa medicamenti per la pressione, diuretici o antidiabetici – parlarne sempre con lo studio medico.
  • FANS con criterio. Con il caldo e in presenza di terapia antipertensiva/diuretica, preferire il paracetamolo; non assumere ibuprofene & co. in continuo «per precauzione».
  • Evitare il sole con medicamenti fotosensibilizzanti. Protezione UV rigorosa (SPF 50+, abbigliamento, ombra).
  • Conoscere i segnali d’allarme. Vertigini, confusione, crampi ai polpacci, urine scure, palpitazioni → ombra, bere, rinfrescarsi, nel dubbio rivolgersi al medico.
  • Sfruttare le allerte. MeteoSvizzera e AlertSwiss informano sulle ondate di caldo – in particolare per le persone a rischio nel proprio ambiente.[1]

Conservazione: il secondo grande tema

Il caldo non rende i medicamenti solo «più rischiosi», può anche renderli inefficaci – e sulla compressa non si vede. La maggior parte dei medicamenti è concepita per 15–25 °C. Il classico occulto della perdita di efficacia è il vano portaoggetti: al sole le automobili si scaldano ben oltre i 60 °C.[9]

Conservare correttamente – l'essenziale a colpo d'occhio

  • Il locale più fresco, non il bagno. Al buio e all’asciutto; il bagno è inadatto per il caldo e l’umidità.[9]
  • Mai lasciare in automobile – nemmeno «per poco».[9]
  • Rispettare la catena del freddo: insulina, molti biologici e alcuni colliri vanno in frigorifero a 2–8 °C. Per il ritiro portare una borsa termica/contenitore isolante con un accumulatore di freddo – avvolgere l’accumulatore nella carta, nessun contatto diretto (pericolo di congelamento).[7] [9]
  • L’insulina in uso tollera di regola alcune settimane a temperatura ambiente, ma non > 30 °C. Non utilizzare più insulina flocculata o divenuta brunastra.[7]
  • Non esporre i cerotti medicati a calore diretto (sole, borsa dell’acqua calda, sauna): il rilascio può aumentare – con i cerotti a base di oppioidi incombe un pericoloso sovradosaggio («dose dumping»).[7]
  • Supposte e capsule molli si sciolgono – conservare al fresco, se necessario brevemente in frigorifero. Spray/contenitori sotto pressione (p. es. spray per l’asma) mai in un’auto calda – pericolo di scoppio.[5]

Da non dimenticare: il sole sulla pelle

Un’occasione di consulenza a sé, spesso trascurata, sono i medicamenti fotosensibilizzanti – principi attivi che fanno reagire la pelle in modo eccessivo alla luce UV (reazione fototossica, spesso simile a una violenta scottatura). Ne fanno parte molte sostanze di uso quotidiano: determinati antibiotici (tetracicline, fluorochinoloni), l’idroclorotiazide e i diuretici dell’ansa, alcuni FANS (ketoprofene, naprossene, diclofenac), l’amiodarone, i retinoidi, singoli antimicotici, gli antidepressivi triciclici nonché l’iperico vegetale.[10] Qui vale la pena di una breve indicazione: protezione solare rigorosa, evitare il sole di mezzogiorno – e affrontare attivamente il tema quando si avvia un medicamento in estate.

Tenere d’occhio i gruppi a rischio

Particolarmente esposti sono le persone anziane e bisognose di cure, i malati cronici (cardiocircolatori, renali, diabetici) e le persone in politerapia.[2] Proprio in età avanzata la sensazione di sete diminuisce, mentre contemporaneamente cala la quota d’acqua corporea – un deficit si instaura spesso inosservato. Chi combina qui più dei principi attivi citati siede d’estate su una pila di rischi. È la costellazione in cui una frase detta di passaggio al banco – «Sua madre beve abbastanza con questo caldo? E prende regolarmente l’ibuprofene?» – può effettivamente evitare un’emergenza.

Quintessenza della consulenza

1. Il caldo è farmacologia. Diuretici, inibitori del SRAA, FANS, anticolinergici, neurolettici e litio intervengono direttamente su termoregolazione, bilancio idrico e funzione renale.

2. Conoscere il «triple whammy». ACE-inibitore/sartano + diuretico + FANS più disidratazione = rischio renale acuto. Con il caldo, mettere criticamente in discussione i FANS.

3. Pensare alla conservazione. 15–25 °C, il locale più fresco, mai in automobile; catena del freddo per l’insulina & co.; proteggere i cerotti dal calore.

4. Affrontare attivamente il tema. La clientela non chiede – l’officina deve porre il tema, preferibilmente già prima dell’ondata di caldo.

5. Fare triage, non terapia. Riconoscere e inquadrare il rischio; adeguamento posologico o sospensione spettano al medico.

Caso clinico

Una cliente posa sul banco la ricetta della madre 78enne: torasemide, ramipril, più ibuprofene «per le ginocchia». «Con questo caldo è così fiacca – le ho detto di bere meno, altrimenti deve andare in bagno di continuo.»

Riferimenti
  1. MeteoSchweiz: Hitzewellen – Erläuterung der Gefahrenstufen (Warnungen ab Stufe 2; Stufe 3 «erheblich» bei ausbleibender nächtlicher Abkühlung über mehrere Tage, Stufe 4 «gross» mit deutlichem Risiko für Kreislaufprobleme) sowie MeteoSchweiz-Blog zur markanten Hitzewelle Juni 2026.
  2. Bundesamt für Gesundheit (BAG): Hitze – Empfehlungen für die Bevölkerung (genügend trinken, kühlste Räume nutzen, auf Warnungen von MeteoSchweiz/AlertSwiss achten, bei Medikamenten Dosisanpassung ärztlich klären, auf Risikopersonen achten).
  3. Universität zu Köln & Medizinische Hochschule Hannover (Projekt ADAPT-HEAT): CALOR-Liste zur Arzneimittel-Therapiesicherheit bei Hitze, veröffentlicht Juni 2026 (Übersicht über mehr als 25 Wirkstoffklassen, die hitzebedingte Risiken verstärken; Entscheidungshilfe für Apotheken, Praxen und Kliniken).
  4. Deutsches Ärzteblatt: Welche Medikation bei grosser Hitze Probleme bereiten kann (Diuretika, Antihypertensiva, Anticholinergika, Psychopharmaka; Mechanismen Schwitzen, Flüssigkeits- und Elektrolythaushalt, Nierenfunktion).
  5. ABDA – Bundesvereinigung Deutscher Apothekerverbände: Hitzeschutztipps aus der Apotheke; Übersicht hitzekritischer Arzneimittel sowie Hinweise zu Anwendung und Lagerung (Diuretikatherapie als wichtiger Risikofaktor für hitzebedingte Todesfälle).
  6. Garcia/Loboz et al. (BMJ/Br J Clin Pharmacol) und bpac NZ: «Triple Whammy» – ACE-Hemmer/Sartan + Diuretikum + NSAR; erhöhtes Risiko für akutes Nierenversagen, besonders bei Volumenmangel durch Hitze und Dehydratation.
  7. Apotheke Adhoc / Gelbe Liste: Sommerhitze – Vorsicht bei Insulin und Wirkstoffpflastern (Wirkverlust bei Hitze; transdermale Systeme – veränderte Freisetzung, bei Opioidpflastern Gefahr des «Dose Dumping»).
  8. aponet.de / pharmazeutische-zeitung.de: Medikamente und Hitze – die Apotheke kann kompetent beraten; rund 76 % der Apotheken beraten zur Lagerung, aber weniger als 0,5 % der Kundschaft fragt proaktiv nach – aktive Ansprache nötig.
  9. Verbraucherzentrale NRW / Gelbe Liste: Medikamente bei Hitze richtig lagern (15–25 °C, kühlster Raum, nicht im Bad oder Auto; kühlpflichtige Arzneimittel 2–8 °C, Transport mit Isoliertasche und Kühlakku).
  10. Ladival / Flora-Apotheke u. a.: Photosensibilisierende Arzneimittel – u. a. Tetrazykline und Fluorchinolone, Hydrochlorothiazid und Schleifendiuretika, NSAR (Ketoprofen, Naproxen, Diclofenac), Amiodaron, Retinoide, einige Antimykotika, trizyklische Antidepressiva und Johanniskraut.
  11. BfArM / diabetesDE / PRAC: SGLT2-Hemmer und Metformin – bei schweren Erkrankungen, Flüssigkeitsmangel und Dehydratation temporäres Pausieren nach ärztlicher Rücksprache («sick day rules»); Risiko von Ketoazidose bzw. Laktatazidose.
  12. pharmaSuisse: Konsultation in der Apotheke (Liste B+) und Fakten und Zahlen der Schweizer Apotheken 2025 – die Offizin als niederschwellige, erste Anlaufstelle für Medikations- und Gesundheitsfragen.
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Mario Punch

Autorin/Autor bei Dispensio.

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