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Dimentica il retatrutide, Eli Lilly ha una novità per dimagrire

Eli Lilly combina la tirzepatide con l'agonista dell'amilina eloralintide. In uno studio di fase 2b su persone con diabete di tipo 2, i partecipanti hanno perso fino al 23,3 % del peso corporeo, nettamente più che con la sola tirzepatide. Il prezzo: più interruzioni della terapia. La fase 3 dovrebbe partire nel 2026.

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Dispensio Redaktion · 30 settembre 2026 · 3 min di lettura
Dimentica il retatrutide, Eli Lilly ha una novità per dimagrire

Punti chiave

  • La combinazione di eloralintide 9 mg e tirzepatide 15 mg ha ridotto il peso del 23,3 % dopo 48 settimane, la sola tirzepatide 15 mg del 14,8 %.
  • EloraTZP agisce su tre assi ormonali: GIP, GLP-1 e amilina – un approccio che Lilly definisce «più fisiologico».
  • Le interruzioni per effetti indesiderati sono state del 10,8–27 % nei bracci combinati, contro il 2,9 % con la sola tirzepatide.
  • La fase 3 dovrebbe iniziare entro fine 2026 con una coformulazione in un’unica iniezione e uno schema di titolazione ottimizzato.

Il 30 settembre 2026, al 62° congresso annuale dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD) a Milano, Eli Lilly ha presentato dati di fase 2b su EloraTZP. Dietro il nome c’è la combinazione della nota tirzepatide con l’eloralintide, un agonista selettivo del recettore dell’amilina. Il messaggio del comunicato: più calo ponderale e una glicemia migliore rispetto alla sola tirzepatide.

Tre ormoni invece di due

La tirzepatide attiva i recettori di GIP e GLP-1. L’eloralintide aggiunge l’amilina, un altro ormone che l’organismo rilascia dopo i pasti. Secondo Lilly, l’agonista agisce appena sul recettore della calcitonina. La combinazione interessa così tre assi ormonali legati all’alimentazione, che regolano fame e metabolismo del glucosio attraverso recettori diversi. Anche la grande speranza di Lilly, il retatrutide, punta su tre recettori, ma come terzo sceglie il glucagone anziché l’amilina.

Kenneth Custer, presidente di Lilly Cardiometabolic Health, definisce EloraTZP la «prossima frontiera» e parla di un approccio potenzialmente «additivo e più fisiologico».

I numeri dello studio

Lo studio in doppio cieco controllato con placebo (NCT06603571) è durato 48 settimane negli Stati Uniti e in Argentina. Ha arruolato 367 adulti con obesità o sovrappeso e diabete di tipo 2, con un peso medio di 105,4 kg e un’HbA1c dell'8,1 %. Sono stati suddivisi in dieci bracci.

BraccioPesoHbA1c
Eloralintide 9 mg + tirzepatide 15 mg−23,3 % (−24,6 kg)−2,9 %
Eloralintide 6 mg + tirzepatide 10 mg−19,9 %−2,6 %
Eloralintide 6 mg + tirzepatide 5 mg−19,4 %−2,7 %
Tirzepatide 15 mg da sola−14,8 % (−15,6 kg)−2,4 %
Eloralintide 6 mg da sola−12,3 %−1,4 %
Placebo−3,0 %−0,3 %

Degno di nota il braccio intermedio: già tirzepatide 5 mg più eloralintide 6 mg, con il 19,4 %, ha superato nettamente la dose massima di tirzepatide.

La responsabile dello studio Liana K. Billings (Endeavor Health, Illinois) sottolinea che i partecipanti hanno perso peso in modo «sostanziale» con tutte le combinazioni di dosi, riducendo al contempo in modo significativo l’HbA1c.

Il rovescio della medaglia: la tollerabilità

Gli effetti indesiderati più frequenti sono stati gastrointestinali, per lo più da lievi a moderati e soprattutto durante l’aumento della dose. Nei bracci combinati si sono verificati più spesso che in monoterapia.

Lo si vede nelle interruzioni per effetti indesiderati: dal 10,8 al 27,0 % nei bracci EloraTZP, 2,9 % con tirzepatide 15 mg. Sorprendentemente alto anche il braccio placebo, con il 16,7 %. Nello studio entrambe le sostanze venivano aumentate in parallelo ogni quattro settimane – uno schema che Lilly intende rivedere per la fase 3.

Come si prosegue

Lilly intende avviare gli studi di fase 3 entro il quarto trimestre 2026. Verrà utilizzata una coformulazione che riunisce le due sostanze in un’unica iniezione, con uno schema di titolazione ottimizzato. L’eloralintide in monoterapia è già in studi di fase 3 separati per il trattamento dell’obesità.

Cosa significa per la farmacia

Per ora nulla di concreto: EloraTZP è un prodotto sperimentale e un’omologazione è lontana anni. Le domande al banco arriveranno comunque, perché «23 per cento» è un numero che resta impresso. Chi lo inquadra dovrebbe ricordare due cose: i dati provengono da uno studio di fase 2 su persone con diabete di tipo 2, e il calo ponderale aggiuntivo è stato pagato con un numero nettamente maggiore di interruzioni della terapia. Se lo schema di titolazione migliorato cambierà le cose, lo dirà solo la fase 3.

Riferimenti
  1. Eli Lilly and Company: «Lilly’s EloraTZP (combination of eloralintide and tirzepatide) delivered greater weight loss and A1C reduction vs. tirzepatide 15 mg in adults with obesity and type 2 diabetes», comunicato stampa, 30 settembre 2026, prnewswire.com
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