Dai giardini dei monasteri all’IA: un viaggio affascinante nella storia della farmacia in Svizzera

Come raccoglitori di erbe, alchimisti e guaritori itineranti sono diventati i farmacisti moderni.

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Carsten Spang · May 3, 2026 · 5 min read
Dai giardini dei monasteri all’IA: un viaggio affascinante nella storia della farmacia in Svizzera

Chi entra oggi in una farmacia si aspetta consulenze competenti, medicinali moderni e forse persino una prescrizione digitale sul proprio smartphone. Ma la strada per arrivare a questo punto è stata lunga e talvolta sorprendentemente avventurosa. La storia della farmacia in Svizzera racconta di monasteri e pestilenze, di ricette segrete, guaritori ambulanti e scoperte scientifiche. Allo stesso tempo, riflette la società svizzera stessa: pragmatica, innovativa e sempre vicina alle persone.

I primi medicinali: l’arte della guarigione tra monasteri e montagne

Molto prima dell’esistenza delle farmacie, le popolazioni alpine utilizzavano piante medicinali contro dolori, febbre e ferite. Arnica, genziana, salvia ed erba di San Giovanni facevano parte della medicina popolare tradizionale e venivano tramandate di generazione in generazione.

Nel Medioevo furono soprattutto i monasteri a diventare centri di conoscenza medica. Monaci e monache coltivavano orti medicinali e preparavano unguenti, tinture e tisane. Particolarmente importante fu l’abbazia di San Gallo, il cui celebre piano monastico del IX secolo mostrava già un dettagliato giardino medicinale — una sorta di prima “infrastruttura farmaceutica” della Svizzera.

A quel tempo la medicina era ancora un mix di esperienza, religione e misticismo. Le malattie erano spesso considerate prove divine o squilibri degli umori corporei. Nonostante ciò, vennero sviluppati rimedi sorprendentemente precisi, anche se alcune ricette oggi appaiono discutibili: pietre preziose polverizzate, ingredienti animali o vino alle erbe facevano parte della pratica terapeutica quotidiana.

La nascita della farmacia

Nel tardo Medioevo la farmacia iniziò lentamente a separarsi dalla medicina. I medici formulavano le diagnosi, mentre i farmacisti preparavano i medicinali. Le prime farmacie pubbliche sorsero in città come Basilea, Zurigo e Berna.

Basilea si sviluppò presto come centro dell’arte della guarigione. La città beneficiava della sua posizione sul Reno e del commercio di spezie, erbe e materie prime chimiche. I farmacisti divennero presto professionisti rispettati, ma anche persone considerate depositarie di conoscenze segrete. Molte formule venivano custodite gelosamente e tramandate solo all’interno delle famiglie.

Una farmacia del XVI secolo era molto più di un semplice luogo di distribuzione di medicinali. L’aria era impregnata di profumi di erbe, resine e alcool, i mortai risuonavano nelle stanze e ingredienti esotici provenienti da tutto il mondo erano conservati in eleganti recipienti. I farmacisti dovevano non solo saper curare, ma anche commerciare, miscelare, calcolare e talvolta improvvisare.

Peste, polveri e ciarlatani

Le grandi ondate di peste che colpirono l’Europa investirono duramente anche la Svizzera. I farmacisti cercarono di combattere la malattia con fumigazioni, essenze e miscele di erbe. Probabilmente molti di questi rimedi erano poco efficaci, ma la popolazione cercava speranza e orientamento.

Nel frattempo prosperavano guaritori itineranti e sedicenti medici miracolosi. Nei mercati si vendevano elisir contro quasi ogni male: mal di denti, pene d’amore o vecchiaia. Spesso questi rimedi contenevano alcool, oppio o semplicemente ingredienti inefficaci.

I farmacisti seri iniziarono progressivamente a distinguersi da questi “ciarlatani”. Nacquero controlli di qualità, le città introdussero regolamenti e la formazione divenne sempre più importante. Fu così che la farmacia iniziò a trasformarsi in una disciplina scientifica.

Paracelso — il ribelle svizzero

Nessun nome è legato alla farmacia svizzera antica quanto quello di Paracelso. Il medico e filosofo naturale, nato a Einsiedeln nel XVI secolo, rivoluzionò la medicina del suo tempo.

Mise in discussione molte convinzioni considerate intoccabili. Invece di affidarsi esclusivamente ai testi antichi, si basava sull’osservazione e sull’esperienza. Divenne celebre per questa frase:

«È la dose che fa il veleno.»

Con questa idea, Paracelso pose una delle basi della farmacologia moderna. Molte sostanze possono guarire oppure nuocere. Ciò che conta è la dose corretta.

Paracelso sperimentò minerali e sostanze chimiche, introducendo un nuovo modo di concepire la preparazione dei medicinali: abbandonare la magia per avvicinarsi alla chimica.

La rivoluzione industriale del farmaco

Nel XIX secolo la farmacia cambiò radicalmente. La scienza fece enormi progressi, i principi attivi poterono essere isolati e standardizzati, e iniziò la produzione industriale.

Basilea si trasformò in un centro mondiale dell’industria farmaceutica. Da piccole aziende di coloranti e prodotti chimici nacquero imprese oggi famose in tutto il mondo come Novartis e Roche, che contribuirono in modo decisivo alla moderna ricerca farmaceutica.

Curiosamente, tutto ebbe inizio non con i medicinali, ma con i coloranti destinati all’industria tessile. Le competenze chimiche sviluppate in quel settore portarono infine alla creazione di nuovi principi attivi, un perfetto esempio di come l’innovazione nasca spesso da ambiti inaspettati.

Con l’industrializzazione cambiò anche il ruolo della farmacia. I medicinali venivano sempre più prodotti industrialmente, mentre farmaciste e farmacisti si concentravano maggiormente sulla consulenza, sul controllo qualità e sull’assistenza ai pazienti.

Dal libro delle erbe alla professione high-tech

Oggi la farmacia è altamente moderna. Piani terapeutici digitali, terapie personalizzate, vaccinazioni in farmacia e intelligenza artificiale stanno trasformando continuamente la professione.

Eppure qualcosa è rimasto sorprendentemente costante: farmaciste e farmacisti continuano a essere figure di fiducia. Si trovano tra la scienza e la vita quotidiana, tra la medicina high-tech e la vicinanza umana.

Forse è proprio questa la forza speciale della farmacia svizzera: unire innovazione e pragmatismo, ricerca all’avanguardia e una lunga tradizione di cura.

Una storia che continua a essere scritta

La storia della farmacia in Svizzera non è una cronaca arida di medicinali e laboratori. È la storia di persone che volevano guarire. Di sperimentazione, errori, scoperte e cambiamenti sociali.

Dal giardino del monastero ai laboratori biotech si estende una straordinaria continuità: il desiderio di alleviare la sofferenza e promuovere la salute. In altre parole: la farmacia è cambiata enormemente nel corso di oltre mille anni, ma la sua missione più importante è rimasta la stessa.

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Carsten Spang

Autorin/Autor bei Dispensio.

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